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Vedetta di San Lorenzo

 

 

La Vedetta di San Lorenzo offre una spettacolare vista sul “Laboratorio” di geologia all’aperto rappresentato dalla valle.Verso sinistra si notano gli strati calcarei compatti a reggipoggio,inclinati cioe’ “verso l’interno” del Monte Stena ;di fronte, il Monte Carso presenta una disposizione delle rocce verso valle (franappoggio)con conseguente continuo distacco di materiale roccioso che alimenta la formazione dei Ghiaioni.Per questo motivo sotto il Monte Carso la vegetazione e’ piu’ sofferente rispetto al lato sinistro che essendo piu’ ricco di acqua consente lo sviluppo di piante come le Quercie.

 

Monte Stena (Trieste)

Il monte Stena, meta principale dell’itinerario proposto, è un’altura battuta dal vento e, per questo motivo, quasi priva di vegetazione ad alto fusto, splendido esempio di landa carsica. Oltre che per lo splendido panorama sulla sottostante Val Rosandra, vale la pena affrontare l’escusione in un freddo giorno di bora, quando il vento impedisce persino di camminare. L’escursione proposta è adatta a tutti, non impegnativa e richiede, senza soste, circa 1 ora. Se si decide di sfidare il vento gelido, coprirsi bene con indumenti antivento. Non dimenticare sciarpa, guanti e berretto anche perchè la temperatura sul Monte Stena, che si trova nella zona più fredda della provincia di Trieste, è decisamente inferiore a quella rilevata in città.Lasciate l’automobile presso la piccola chiesetta del Borgo di San Lorenzo, prendete il sentiero che si snoda dietro la chiesa (si deve oltrepassare una sbarra metallica). Dopo un centinaio di metri, si giunge ad un quadrivio: prendete la via di destra che passa attorno ad una piccola abitazione. Il sentiero si apre in un prato circondato da muretti a secco: scendete sulla destra per raggiungere il sentiero segnato (segnavia n. 1) che si snoda lungo il ciglione roccioso. Seguite il sentiero, tra strapiombi e boschetti, fino ad arrivare, in breve, agli spazi aperti del Monte Stena. Questo primo tratto è riparato dal vento che travolge, all’improvviso, una volta lasciati gli alberi alle spalle.Continuate la tranquilla salita (leggermente più ripida solo gli ultimi metri). Giunti sulla sommità svoltare a sinistra (eventualmente scavalcando il recinto “elettrificato”) e raggiungere il minuscolo boschetto sulla cima vera e propria (442 m. sul livello del mare). Seguire la traccia del sentiero che si snoda serpeggiante attraverso la terra adibita a pascolo fino ad entrare in un bosco, dove il vento non si fa più sentire. Seguite il sentiero tra boschi e prati fino ad arrivare all’iniziale quadrivio, poco distante dall’automobile. (Fonte: http://www.trieste.com/)