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Orrido dello Slizza (Tarvisio)

Attraverso la strada statale che conduce a Fusine in Valromana si arriva a Boscoverde, piccola frazione di Tarvisio. Qui ha inizio questo itinerario particolarmente interessante per l’ambiente naturale in cui si trova. Da Via Bamberga, nei pressi della nuova stazione ferroviaria, si intraprende la strada sterrata che, salendo lievemente all’interno del bosco di abete rosso e pino silvestre, conduce in brevissimo tempo al monumento ai caduti austriaci nelle campagne napoleoniche in Valcanale. Quest’ultimo è situato sulla cima del piccolo promontorio al margine delle strapiombanti pareti rocciose delimitanti il torrente Slizza. Da questo punto il sentiero scende a tratti ripido e con piccoli tornanti, lungo il versante boscoso fino a raggiungere la sponda sinistra dello Slizza, che in questa zona fa un’ampia ansa. Il sentiero (fornito di comodi gradini, passamano e staccionate) continua a sinistra lungo la gola che il torrente ha scavato nelle pareti rocciose nel corso dei millenni. Risale la sponda destra dello Slizza con agili e spettacolari passerelle costruite a sbalzo sull’acqua e che consentono di superare i tratti rocciosi più esposti. Già in questo primo tratto si possono ammirare le bellezze naturali costituite dalle rocce calcaree erose dall’azione dell’acqua, dalla variegata vegetazione ricca di mille sfumature e dalle acque del torrente, che qui assumono – di volta in volta rispetto alle condizioni di illuminazione – un’incantevole colorazione verde. Superate le passerelle si scende lievemente fino alla riva del corso d’acqua e successivamente si risale fino ad incontrare una galleria scavata a mano all’epoca in cui fu costruita la prima versione di questo bel percorso (1874); superata questa, attraverso una scala di legno, si raggiunge uno sperone roccioso sopra il quale gli antichi costruttori hanno eretto una stele in pietra dedicata al conte Karl d’Arco Zinneberg. Da questo punto si può ammirare il sovrastante ponte ferroviario in ferro della vecchia linea Tarvisio – Lubiana, dismessa oramai da moltissimi anni. Il ponte, alto 63 metri fino al pelo dell’acqua e lungo altrettanti e che è percorribile grazie ad una passerella pedonale, è un capolavoro di ingegneria il cui disegno e la realizzazione risalgono agli anni intorno al 1870. Superato lo sperone con la stele si ridiscende sulla riva, passando all’interno di un’ampia grotta per poi risalire, tramite una scala di ferro e legno sul sentiero che continua con altre passerelle. Superate queste ha inizio la semplice risalita del versante boscoso mediante gradini e tornantini. Durante la salita si raggiunge il belvedere, da dove si può ammirare la cascata che il rio Molino compie gettandosi nello Slizza con un salto di quasi 18 metri. Continuando la salita all’interno del bosco di abete rosso e faggio si raggiunge nuovamente in breve tempo Via Bamberga, punto di partenza.