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Boschetto di pini

Sul retro di questi edifici si trova il boschetto di pini, che rappresenta un biotopo unico nel centro cittadino, sorto sull’area delle ex cave di argilla.

Il suolo trattiene l’acqua attirando così molte rane e uccelli, tra cui anche migratori. È una vera oasi di pace a portata di mano. Sul lato sud si trovano un complesso di giochi per bambini e la statua Gioco, opera dello scultore Gorazd Prinčič; nella parte est del boschetto si trova, invece, il monumento alle alessandrine, della scultrice Nika Šimac. Ai bordi del parco c’è una moderna pista per skateboard.

Fonte: novagorica-turizem.com

Bosco Panovec

Il bosco Panovec è situato tra Kromberk e Rožna dolina, vicinissimo al centro urbano di Nova Gorica. Grazie all’immediata vicinanza della città, alla variegata struttura del bosco, attraversato da numerosi percorsi, è sempre ben visitato in tutte le stagioni. E’ un punto di ritrovo per gli amanti della pace e della natura, degli appassionati della ricreazione, dei ciclisti, dei cavalcatori, degli amanti delle passeggiate, appassionati di funghi e ricercatori.

Il bosco fu proprietà dei Conti di Gorizia fino al 1500, anno della morte dell’ultimo conte, per passare poi in mano alla dinastia degli Asburgo in conformità con le regole del feudalesimo.

Le prime testimonianze scritte sul bosco Panovec / Panoviz negli atti giudiziari risalgono al 1470. Sotto gli Asburgo al Panovec veniva profusa una cura particolare, poiché era amministrato dall’Ufficio forestale di Gorizia sotto la diretta gestione della Casa imperiale. Erano frequenti le liti tra i nobili di Gorizia e l’amministratore del bosco per il taglio del bosco; vennero registrati numerosi interventi dei massimi uffici di Vienna dell’epoca. Il bosco rimase intatto anche dopo il 1785, quando venne sistemata la questione della proprietà (catasto). Con l’abolizione dei rapporti di proprietà feudali divenne demanio pubblico (erario), ed è rimasto tale fino ai giorni nostri. Fu il guardaboschi Jožef Ressel, più conosciuto quale inventore dell’elica delle navi ed autore di molte altre invenzioni e progetti (macchine agricole, rete stradale, piani di gestione dei boschi) a comprendere la necessità di un interveneto tecnico pianificato nel bosco di Panovec.

Il Panovec perse il proprio aspetto originario durante il primo conflitto mondiale; per quasi due anni questo territorio fu occupato dalla prima linea di combattimento di quella guerra di posizione. Anche la seconda guerra mondiale colpì duramente l’area, particolarmente nel periodo in cui non vi fu alcun controllo (capitolazione dell’Italia). Molti sfruttarono, infatti, l’occasione per tagliare la legna in modo del tutto incontrollato, specie lungo i sentieri.

La vicinanza del capoluogo amministrativo, Gorizia, si dimostrò importante anche per l’attività tecnico-scientifica nel bosco di Panovec, dove si susseguirono impianti di sperimentazione di vario genere, dalle prime affermazioni della silvicoltura come ramo scientifico negli ultimi decenni del XIX secolo, quando veniva data precedenza alla piantumazione di varie specie arboree straniere, ed ancor oggi nel Panovec si possono ammirare sia le specie mediterranee sia quelle montane. Il bosco è popolato anche da animali; la fauna trova rifugio negli arbusti e nelle piante arrampicatrici ed i vecchi tronchi sono la posizione ideale per la nidificazione.

FONTE: http://www.novagorica-turizem.com/

Piazza della Transalpina

Slovenia

 

La piazza della Transalpina prende il suo nome dalla linea ferroviaria di cui fa parte la stazione. Questo tratto venne inaugurato dall’arciduca Francesco Ferdinando nel 1906 e collega Trieste con Jesenice per poi addentrarsi nell’Europa Centrale.Il nome dato alla piazza dalla sola parte italiana non trova però consenso nella parte slovena, dove era stato suggerito il nome di piazza dell’Europa Unita come denominazione più appropriata.In tempi moderni l’intera
piazza appare ristrutturata in modo da formare un unico spazio pubblico dove è permessa la libera circolazione dei pedoni. In luogo della parte centrale del muro che divideva la piazza c’è un mosaico circolare e il confine di stato – rimossa la barriera fisica – è ora indicato da una linea di mattonelle di pietra.Per la sua simbolicità, l’area viene sovente utilizzata per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi di respiro internazionale.La stazione con il capolinea delle tranvie di Gorizia. Fra il 1909 e il 1935 l’area di fronte al fabbricato viaggiatori di stazione ospitò il capolinea settentrionale della rete tranviaria di Gorizia.In seguito al trattato di Parigi la piazza venne divisa tra Italia e Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, dal 1991 è divisa tra Italia e Slovenia. Fino al 22 dicembre 2007 la libera circolazione era possibile solo all’interno della piazza; con l’ingresso della Slovenia nell’area di sicurezza definita dagli accordi di Schengen, il confine è stato eliminato del tutto. Fino al 22 dicembre 2007, infatti, per accedere legalmente al territorio sloveno o a quello italiano era necessario esibire i documenti ai valichi di frontiera, dove erano presenti e attivi i presidi della pubblica sicurezza italiana e della
policija slovena. A partire dal 2006, tuttavia, la polizia slovena effettuava il servizio regolare solo presso i valichi internazionali di I categoria (Casa Rossa e Sant’Andrea) mentre in quelli secondari (Salcano, San Pietro e Merna) la presenza era solo saltuaria. (FONTE:Wikipedia.org)

Castello di Kromberk

Nel castello di Kromberk si possono visitare le esposizioni permanenti della sezione di storia dell’arte e della cultura: la galleria dell’arte antica, la sezione storico – culurale comprendente in particola gli artisti del Litorale Sloveno del XX secolo ( con le opere di Jožef Tominc, Franc Kavčič e Anton Karinger) e la galleria degli artisti del Litirale del XX secolo. La sezione archeologica ed etnologica del secondo piano offre esposizioni temporanee a carattere tematico. Nel parco e nell’atrio è stato sistemato un lapidario. Le collezioni museali del Goriški muzej sul territorio del Comune città di Nova Gorica sono: la Collezione museale Grad Kromberk/Castello Coronini Cronberg, la Collezione museale Vila Bartolomei/Villa Bartolomei a Solkan/Salcano, la Collezione museale del Fronte sull’Isonzo su Sveta Gora/Monte Santo (attualmente non aperta al pubblico) e la Collezione museale Kolodvor alla stazione dei treni. (Fonte: http://www.slovenia.info)


Monastero di Castagnevizza

Nelle vicinanze del centro urbano di Nova Gorica, a 143 m d’altezza sulla collina di Kostanjevica, proprio accanto al confine sloveno-italiano, sorge la chiesa della Maria Annunziata con l’adiacente convento francescano. La chiesa Kapela (Cappella) per i goriziani era un luogo consacrato e meta di pellegrinaggio, ricco di storia e di tesori. A Kostanjevica amano andare credenti e turisti d’ogni dove. Kostanjevica e amministrata dai frati francescani, preposti alla sua cura gia da 180 anni. E’ un centro spirituale, monumento d’arte sacra e monumento storico-culturale (con la tomba dei Bourboni e la biblioteca monastica). Dopo la guerra e stato per un periodo sede della nunziatura apostolica. Oltre alle diverse leggende collegate alla fondazione della chiesa, esiste anche un fatto storico. Nel 1623 il conte Mattia Della Torre fece costruire sul proprio territorio una piccola chiesa, in cui fu trasportata l’immagine della Madonna, davanti alla quale i fedeli pregavano. Allora fu costruito anche un convento che prima dei francescani ospito per 134 anni i padri carmelitani. Il fiorire di Kostanjevica fu interrotto per dieci anni dal decreto di Giuseppe II del 1781. I padri carmelitani vennero cacciati da Kostanjevica nel 1785. Nel 1811 la proprieta venne data in amministrazione ai francescani sloveni. La chiesa, distrutta nella prima guerra mondiale, venne rinnovata tra il 1924 e il 1929 ed arricchita con stucchi. Al centro dell’altare di marmo c’e l’immagine della Madonna con il Bambino, incorniciata d’oro e adornata d’un cerchio di raggi. Numerose lapidi sepolcrali dimostrano il legame che i credenti sentivano per questo posto. Il ruolo culturale-storico di Kostanjevica e definito dalla presenza delle tombe degli ultimi discendenti della famiglia reale francese dei Bourboni. Durante la rivoluzione del 1830 il re Carlo X di Bourboni venne destituito e, insieme con la famiglia, esiliato dalla Francia. Trovo rifugio presso il conte Coronini di Gorizia e volle essere sepolto a Kostanjevica. Cosi questo posto e oggi conosciuto nel mondo come Il piccolo Saint-Denis. La biblioteca del monastero porta il nome di padre Stanislav Škrabec, il maggiore linguista sloveno, che visse nel monastero di Kostanjevica per piu di 40 anni. Quando i francescani dovettero trasferirsi dal Monte Santo a Gorizia, trasportarono a Kostanjevica anche la loro ricca biblioteca, consistente in preziosi scritti, datati persino al XVI secolo. La biblioteca si e poi ancora arricchita, grazie anche al fatto che a Kostanjevica c’era l’interna scuola monastica che a causa della guerra fu trasferita a Kamnik nel 1915. La biblioteca, sistemata in due grandi sale nel tratto del monastero, dispone di cca. 10.000 volumi. Tra i libri preziosi vale menzionare una trentina di incunabuli. Sono ricche anche le collezioni dei testi dal XVI al XIX secolo, tra cui e di massima importanza la prima grammatica slovena di Adam Bohorič Articae horuale con dedica dell’autore. Per il suo valore, la biblioteca e stata dichiarata nel 1952 monumento culturale. A questo ha seguito nel 1985 la proclamazione dell’intero territorio di Kostanjevica a monumento artistico e architettonico, ed e entrato a far parte del patrimonio culturale sloveno protetto. (Fonte: http://www.slovenia.info/ )