Ljubljana

Lubiana (in sloveno Ljubljana , pronuncia [ljuˈbljaːna][2]; in tedesco Laibach; in latino Labacum, anticamente Aemona) è la capitale della Repubblica Slovena fin dall’indipendenza (1991). Adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica presenta un interessante centro storico in stile barocco e Art Nouveau. L’architettura della città, ricca di case col tetto a punta, risente molto dell’influenza della vicina Austria. La città è divisa in 17 circoscrizioni e ha 33 frazioni. Situata nel centro del paese, la città possiede una popolazione di circa 274.826 abitanti.[3] Lubiana è considerata il cuore culturale, scientifico, economico, politico e amministrativo della Slovenia. Nel corso della sua storia è stata influenzata dalla sua posizione geografica, all’incrocio della cultura tedesca, slava e latina. Alcuni fattori che contribuiscono alla sua situazione economica sono la presenza di collegamenti viari, la concentrazione di industrie e istituti di ricerca scientifica. Lubiana è la sede del governo centrale, degli organi amministrativi e di tutti i ministeri della Slovenia. È anche la sede del Parlamento e dell’Ufficio del Presidente. (Fonte: Wikipedia)


Monte Stena (Trieste)

Il monte Stena, meta principale dell’itinerario proposto, è un’altura battuta dal vento e, per questo motivo, quasi priva di vegetazione ad alto fusto, splendido esempio di landa carsica. Oltre che per lo splendido panorama sulla sottostante Val Rosandra, vale la pena affrontare l’escusione in un freddo giorno di bora, quando il vento impedisce persino di camminare. L’escursione proposta è adatta a tutti, non impegnativa e richiede, senza soste, circa 1 ora. Se si decide di sfidare il vento gelido, coprirsi bene con indumenti antivento. Non dimenticare sciarpa, guanti e berretto anche perchè la temperatura sul Monte Stena, che si trova nella zona più fredda della provincia di Trieste, è decisamente inferiore a quella rilevata in città.Lasciate l’automobile presso la piccola chiesetta del Borgo di San Lorenzo, prendete il sentiero che si snoda dietro la chiesa (si deve oltrepassare una sbarra metallica). Dopo un centinaio di metri, si giunge ad un quadrivio: prendete la via di destra che passa attorno ad una piccola abitazione. Il sentiero si apre in un prato circondato da muretti a secco: scendete sulla destra per raggiungere il sentiero segnato (segnavia n. 1) che si snoda lungo il ciglione roccioso. Seguite il sentiero, tra strapiombi e boschetti, fino ad arrivare, in breve, agli spazi aperti del Monte Stena. Questo primo tratto è riparato dal vento che travolge, all’improvviso, una volta lasciati gli alberi alle spalle.Continuate la tranquilla salita (leggermente più ripida solo gli ultimi metri). Giunti sulla sommità svoltare a sinistra (eventualmente scavalcando il recinto “elettrificato”) e raggiungere il minuscolo boschetto sulla cima vera e propria (442 m. sul livello del mare). Seguire la traccia del sentiero che si snoda serpeggiante attraverso la terra adibita a pascolo fino ad entrare in un bosco, dove il vento non si fa più sentire. Seguite il sentiero tra boschi e prati fino ad arrivare all’iniziale quadrivio, poco distante dall’automobile. (Fonte: http://www.trieste.com/)


Castello di Gorizia

Il suo aspetto attuale non rispecchia esattamente quello originario, infatti, dell’antico mastio, abbattuto dai veneziani per motivi difensivi, restano oggi solo le fondamenta visibili all’interno della corte dei Lanzi.Il castello si raggiunge attraverso la Porta Leopoldina, costruita nel 1660 in onore della visita dell’imperatore Leopoldo d’Asburgo.Il Maniero rispecchia l’evoluzione avvenuta tra i secoli XIII e XVI con l’aggiunta progressiva di edifici e strutture difensive. Il castello cambiò più volte padrone, passando dalle mani dei conti di Gorizia, Avvocati della Chiesa di Aquileia, al dominio asburgico, con le brevi parentesi veneziana e napoleonica. Nella sua storia il castello fu, quindi, modificato a più riprese, con l’aggiunta di bastioni e torri e adibito a funzioni diverse, da centro amministrativo a caserma, a carcere. Il castello fu bombardato durante la prima guerra mondiale. La paziente opera di ricostruzione, avviata negli anni trenta, a cura della famiglia Cossar, ha conferito al castello quell’affascinante aria medioevale.  (Fonte:http://www.turismofvg.it/)


 

La Rocca di Monfalcone

La Rocca, costruzione fortificata di origine medioevale che si erge sulle alture dirimpetto Monfalcone, è a tutt’oggi considerata il simbolo della città. Fu innalzata dai Patriarchi di Aquileia nel Medioevo sulle rovine di strutture tardo-antiche. Nel 1409 passò ai Conti di Gorizia e nel 1420 a Venezia, a cui rimase fino al 1797. Durante la dominazione veneta venne nuovamente rinforzata ed eletta caposaldo della linea difensiva del confine orientale (soprattutto all’epoca delle incursioni turche). Sono tangibile ricordo dell’epoca veneta il leone di S. Marco in pietra, inserito nel muro del torrione -sull’architrave della porta d’accesso al piano superiore- ed un’iscrizione del 1525, in cui vengono nominati il Luogotenente della Patria del Friuli Agostino de Mula e il Podestà di Monfalcone Giovanni Diedo. Il leone visibile oggi, sostituisce l’originale, andato perso nel tempo: è stato scolpito nel 1957 nel laboratorio veneziano di Romeo dell’Era e donato alla Città di Monfalcone dal Comune di Venezia. In parte distrutta dalla guerra, la Rocca venne restaurata per cura della Soprintendenza tra il 1950 ed il 1955. Dal 30 marzo 1970 è sede del Museo Speleo-Paleontologico, nel quale trovano esposizione oltre diecimila reperti di carattere storico-scientifico. 
LA STRUTTURA Da una visione esterna, si distingue il mastio a pianta quadrata con lati di 10 metri di lunghezza. Il mastio è circondato da una struttura muraria difensiva di forma circolare (1) a propria volta delimitata dai resti di un castelliere preromano. Tra il mastio e la cinta si trovavano un ballatoio coperto e i locali destinati alla guarnigione, mentre nel cortile furono scavati in epoche diverse due pozzi-cisterna, uno dei quali attingeva ad un serbatoio d’acqua piovana. 
Il torrione presenta una divisione in tre livelli che ospitano locali angusti al fine di garantire una difesa totale, anche nel caso di esigue milizie. La muratura interna è di pietra calcarea, a secco. Gli elementi in calcestruzzo, corrispondenti al perimetro esterno delle mura, furono realizzati durante la Prima Guerra a rinforzo delle postazioni lì collocato (2). Attorno corrono i sentieri delle trincee. Dall’alto la vista si estende sulla città, il mare e la pianura, di lato lo sguardo è protetto dai rilievi carsici. Ci si può non accorgere di star dominando l’orizzonte? Questa appunto la funzione della Rocca di Monfalcone. 
PER RAGGIUNGERE LA ROCCA: dalla piazza centrale di Monfalcone si svolta a destra lungo una strada che termina ai margini dell’ambiente carsico. La via si inerpica rapidamente fino alla cima della collina, posizione in cui si scorgono le mura e tra le pietre, in alto, il leone di S. Marco con il libro del Vangelo aperto, in segno di pace. (Fonte: http://www.comune.monfalcone.go.it/)

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Rocca di Monfalcone

 

La Riserva Naturale della Val Rosandra ( Trieste )

A pochi chilometri da Trieste, proprio al confine con la Slovenia, nel comune di San Dorligo della Valle – Dolina, l’altipiano carsico viene inciso da un solco vallivo, la Val Rosandra-Dolina Glinščice, oggi Riserva Naturale, nel centro del quale scorre l’unico corso d’acqua superficiale del Carso triestino, il Torrente Rosandra-Glinščica, che da sempre ha nutrito le sue piante, ha ospitato i suoi animali ed ha rappresentato un elemento di attrazione per l’uomo e le attività antropiche. Grazie al suo ricchissimo patrimonio naturalistico la Val Rosandra-Dolina Glinščice è sempre stata meta di escursionisti, rocciatori, speleologi e studiosi. Ma è soprattutto la gente del posto che la frequenta e la vive, che ha contribuito a mantenere integro il patrimonio naturalistico e culturale di questo territorio, trovando in essa un rifugio nella natura e una risorsa per le attività del luogo. Dal 2006 l’organo gestore della Riserva naturale della Val Rosandra è il Comune di San Dorligo della Valle – Občina Dolina.(Fonte: http://www.riservavalrosandra.it/ )

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Val Rosandra

Castello di Gewerkenegg (Idrija)

Il castello di Idrija che domina il centro storico della citta, ha conservato finora il suo nome storico Gewerkenegg, castello della miniera. Sin dagli inizi, nel sec. XVI, venne progettato come sede amministrativa nonché magazzino della miniera di Idrija, allora per dimensioni seconda miniera di mercurio del mondo. Il complesso rinascimentale, oggi ben restaurato, a meta del sec. XVIII venne riedificato in maniera barocca – con un cortile interno a porticato, mentre sulle facciate vennero restaurati gli affreschi con ornamenti barocchi.Il castello è composto di quattro ali che abbracciano il grande cortile interno. Gli angoli della struttura, nella parte esterna vengono rinforzati dalle torri di difesa cilindriche. Sul lato che si affaccia verso la città, in cima al tetto si erge la torretta con orologio, costruita più tardi. Il cortile interno è porticato lungo tre ali e in tutt’e tre i piani. Intorno alle arcate e alle finestre si possono vedere decorazioni ricostruite con colori vivaci ad affresco ruvido. Le arcate, per facilitarne il loro uso, sono state vetrate e il cortile selciato. Si è conservata una parte dei vani interni con resti dell’arredo. Nel 1953 il castello è stato adibito a museo locale, e il sottotetto a una sala della scuola di musica (architetto M. Suhadolc).La rassegna e completata dalla collezione dei merletti tipici di Idrija, dalla ricostruzione di un’abitazione tipica dei minatori, dagli affreschi rustici, e dalle stanze commemorative dedicate allo scrittore France Bevk e al politico dr. Aleš Bebler nonché dai quadri, donati dalla gallerista Valentina Orsini Mazza. Qui si trovano inoltre la sede e la sala concerti della scuola di musica di Idrija. Nella sala del castello, il Museo organizza, durante tutto l’anno, varie manifestazioni, presentazioni e ricevimenti – si sono particolarmente affermate le conferenze cicliche chiamate Serate musicali, mentre d’estate le manifestazioni culturali, soprattutto i concerti chiamati Serate al castello, hanno luogo anche nel cortile. Nel 1997 il museo dall’Associazione museale europea e stato nominato miglior museo del patrimonio tecnico e industriale, grazie all’accurato e professionale lavoro. Il castello fu costruito per i fabbisogni della miniera di mercurio e per 400 anni servì da sede dell’amministrazione della miniera e non fu, quindi, sede di feudatari. Il cortile ad archi vanta ricchi affreschi.

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Castello di Gewerkenegg

Orrido dello Slizza (Tarvisio)

Attraverso la strada statale che conduce a Fusine in Valromana si arriva a Boscoverde, piccola frazione di Tarvisio. Qui ha inizio questo itinerario particolarmente interessante per l’ambiente naturale in cui si trova. Da Via Bamberga, nei pressi della nuova stazione ferroviaria, si intraprende la strada sterrata che, salendo lievemente all’interno del bosco di abete rosso e pino silvestre, conduce in brevissimo tempo al monumento ai caduti austriaci nelle campagne napoleoniche in Valcanale. Quest’ultimo è situato sulla cima del piccolo promontorio al margine delle strapiombanti pareti rocciose delimitanti il torrente Slizza. Da questo punto il sentiero scende a tratti ripido e con piccoli tornanti, lungo il versante boscoso fino a raggiungere la sponda sinistra dello Slizza, che in questa zona fa un’ampia ansa. Il sentiero (fornito di comodi gradini, passamano e staccionate) continua a sinistra lungo la gola che il torrente ha scavato nelle pareti rocciose nel corso dei millenni. Risale la sponda destra dello Slizza con agili e spettacolari passerelle costruite a sbalzo sull’acqua e che consentono di superare i tratti rocciosi più esposti. Già in questo primo tratto si possono ammirare le bellezze naturali costituite dalle rocce calcaree erose dall’azione dell’acqua, dalla variegata vegetazione ricca di mille sfumature e dalle acque del torrente, che qui assumono – di volta in volta rispetto alle condizioni di illuminazione – un’incantevole colorazione verde. Superate le passerelle si scende lievemente fino alla riva del corso d’acqua e successivamente si risale fino ad incontrare una galleria scavata a mano all’epoca in cui fu costruita la prima versione di questo bel percorso (1874); superata questa, attraverso una scala di legno, si raggiunge uno sperone roccioso sopra il quale gli antichi costruttori hanno eretto una stele in pietra dedicata al conte Karl d’Arco Zinneberg. Da questo punto si può ammirare il sovrastante ponte ferroviario in ferro della vecchia linea Tarvisio – Lubiana, dismessa oramai da moltissimi anni. Il ponte, alto 63 metri fino al pelo dell’acqua e lungo altrettanti e che è percorribile grazie ad una passerella pedonale, è un capolavoro di ingegneria il cui disegno e la realizzazione risalgono agli anni intorno al 1870. Superato lo sperone con la stele si ridiscende sulla riva, passando all’interno di un’ampia grotta per poi risalire, tramite una scala di ferro e legno sul sentiero che continua con altre passerelle. Superate queste ha inizio la semplice risalita del versante boscoso mediante gradini e tornantini. Durante la salita si raggiunge il belvedere, da dove si può ammirare la cascata che il rio Molino compie gettandosi nello Slizza con un salto di quasi 18 metri. Continuando la salita all’interno del bosco di abete rosso e faggio si raggiunge nuovamente in breve tempo Via Bamberga, punto di partenza.

La Fortezza Kluze

La fortezza Kluže sorge sopra lo stretto canyon tra i versanti dei monti Rombon e Izgora, plasmato dal fiume Koritnica, a nord di Bovec.La fortezza fu costruita come punto di controllo al passaggio sul fiume.Il periodo di costruzione della fortezza più vecchia sul posto non è noto, un edificio ligneo vi sorgeva già nella seconda metà del sec. XV, per difendere la pianura friulana e la Serenissima dai Turchi.Nel 1509 gli austriaci costruirono nuovi muri.
Probabilmente la fortezza fu ristrutturata e ingrandita in seguito al terremoto del 1511.Grazie ai cambiamenti nella seconda metà del sec. XVII, la struttura cambiò, trasformandosi in una residenza più piacevole.La fortezza medievale nel 1797 venne bruciata e distrutta dall’armata francese.La fortezza nuova, ancora presente, presso lo stesso attraversamento del fiume, fu costruita negli anni 1881–1882.Sopra Kluže fu costruita anche una fortezza superiore, chiamata Fort Hermann.Le opere terminarono nel 1906.
Della fortezza superiore si sono conservati solo frammenti, essendo stata distrutta da granate di cannone nel 1915.Nella parte inferiore della mulattiera che porta alla fortezza superiore, fu scavata una galleria con tre feritoie che durante la prima guerra mondiale servì per sistemare cannoni.La fortezza inferiore si trovava più riparata e sopravisse alle bufere belliche.Fu usata per sistemare le truppe direttamente dietro la linea del fronte.Il nucleo della fortezza ha una pianta quadrata arrotondata.Due lati chiudono gli edifici di pietra della fortezza a due piani, con l’interrato che ospitava le abitazioni e i vani ausiliari.Il lato lungo la strada chiude l’ala più bassa, mentre il quarto lato è disegnato come un muro di fortezza.
La fortezza sui muri esterni ha feritoie a forma di imbuto.
Nei muri interni che danno sul cortile, le feritoie sono più larghe.
Dopo la seconda guerra mondiale, la fortezza Kluže perse il suo ruolo strategico e perciò andò in rovina.Dal 1987 è in fase di continuo restauro.All’interno ospita un piccolo ufficio turistico, la presentazione della storia della fortezza e dei suoi dintorni, la locale galleria di pittura e la sala matrimoni.Nella fortezza Kluže, sono regolarmente in programma rappresentazioni con soldati in uniforme e attrezzatura risalente alla prima guerra mondiale.

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Fortezza Kluze

Šmarna Gora

Situato a soli 10 km a NO dal centro di Lubiana è la più importante area ricreativa della capitale e la montagna più visitata in Slovenia. A dispetto del suo nome (“gora” significa “montagna”), si tratta solo di una collina con due picchi: il maggiore Grmada (676m) ed inferiore gora marna (669 m) con una vecchia chiesa e la famosa locanda.

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Šmarna Gora

Mappa Smarna gora

Rifugio Slivnica ( Rifugio delle Streghe )

Il monte Slivnica (Slovenia) , alto 1114 m, che si innalza sopra il Lago di Cerknica, dando ascolto alla tradizione popolare, sarebbe la dimora delle streghe. È possibile salirci a piedi o in macchina, il monte è amato anche da paracadutisti e deltaplanisti. La cima della dimora di streghe offre una vista magica sul campo di Cerknica, lago e Menišija. La baita in cima al monte Slivnica offre ristoro. 

Un nuovo modo di vivere la Natura