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In bicicletta e in kayak nel mondo sotterraneo

La Carinzia, una regione singolare al nord della Slovenia, riserva tantissime sorprese. Una di queste si nasconde nel mondo sotterraneo di Pece, a Mežica. Lo sapevate che è possibile attraversare in bicicletta o in kayak le antiche gallerie dei minatori ? Vivete una vera avventura!

Il mondo sotterraneo mitologico

La regione della Carinzia è un paradiso per gli alpinisti e i ciclisti di montagna. Il monte Peca, che fa parte di questo mondo, nasconde numerose leggende. La più conosciuta tra gli sloveni è quella del re Matjaž, un personaggio mitologico, grande benefattore, che ora dorme sotto il monte mentre la sua barba cresce attorcigliandosi attorno a un tavolo. Ma il re non è l’unico mistero di Pece: nel suo mondo sotterraneo hanno avuto luogo molti altri eventi di proporzioni mitologiche.

Tra Peca e Uršlja gora si trovano miniere conosciute da sempre. Durante più di tre secoli di lavori, sono stati estratti 19 milioni di tonnellate di piombo e di zinco e sono stati scavati più di 800 km di gallerie. La miniera, chiusa da più di vent’anni, a suo modo è attiva tutt’oggi. Dal 1997, infatti, una parte del complesso della miniera è aperto alle visite turistiche in trenino, oppure in bicicletta o kayak per gli avventurieri.

In bicicletta attraverso le gallerie

Sebbene il mountain bike sia ideale per pedalare all’aperto, nella regione della Koroška potete letteralmente attraversare in bicicletta l’interno un monte. Vestitevi bene, munitevi di guanti, caschi e torce da testa e attraversate in bicicletta, in compagnia di una guida, più di cinque chilometri di percorsi sotterranei che vi condurranno da una valle all’altra. Profumo di avventura? Il sentiero attraversa gallerie in piena sicurezza e si innalza solo di 15 metri, ma il terreno scosceso di quella che fu una volta la linea ferroviaria della miniera, ostacola leggermente la pedalata. L’avventura dura circa due ore e mezza.

Altre info: http://www.podzemljepece.com/?lang=en

FONTE:www.slovenia.info/

Fortificazione romana di Lanišče

Fortificazione romana di Lanišče
Fortificazione romana di Lanišče

l primo sistema di difesa di Hrušica era la fortificazione a Lanišče con le mura difensive sul versante orientale di Hrušica. La fortificazione di Lanišče era solida, fatta di pietre squadrate, all’interno della quale si trovavano costruzioni di legno in cui viveva la guarnigione stabile. Gli abitanti della fortificazione si approvvigionavano di acqua alla sorgente nella valle subito a sinistra della fortificazione. Oggigiorno il ruscello e privo d’acqua, ma e ancora visibile il suo antico corso. Il nucleo del sistema di difesa di Hrušica si trovava sulla cima del monte. Gli Antichi Romani denominarono questa fortificazione Ad pirum. Secondo alcuni il nome deriverebbe dal latino e significherebbe “vicino al pero”, secondo altri invece il nome avrebbe un’origine greca e starebbe a significare “vicino al fuoco”.
La fortificazione Ad pirum era grande e composta da piu unita, mentre nella valle a ovest c’era abbastanza spazio per l’insediamento di un vero e proprio esercito. La fortificazione in alto di Hrušica proteggeva il passaggio attraverso le montagne e allo stesso tempo fungeva da retrovia e supporto alle linee di difesa antistanti. E del tutto giustificato credere che il suo capitano fosse anche a capo dell’intera linea di difesa. (FONTE:http://www.slovenia.info/)

 

La valle Logarska dolina

La valle Logarska dolina è una delle più belle valli glaciali in Europa. La simbiosi tra la tradizione, l’uomo e la natura in questo territorio è eccezionale e rara. Potete rilassarvi nel paesaggio tranquillo del parco ambientale praticando escursionismo, ciclismo, equitazione, o la fotocaccia… Per l’ottima gestione della zona protetta, il parco è stato premiato dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) nel concorso “Il futuro nelle Alpi”.

L’abbraccio della natura verde

Nella valle Logarska dolina potete ammirare la natura verde a ogni passo. Imboccate il sentiero scientifico ed etnografico Pot po Logarski, che vi conduce attraverso angoli meravigliosi della natura protetta del parco ambientale. Qui scoprirete specie vegetali rare e a rischio di estinzione.  La valle è anche famosa per le sue numerose cascate, tra le quali la più famosa è la Rinka, alta 90 m.

A piedi, in bicicletta o con gli sci

Gli amanti delle vacanze attive possono conquistare le vette dei monti circostanti, praticare ciclismo o arrampicata oppure avventurarsi nella fotocaccia e tentare di immortalare con l’obiettivo gli animali nel loro ambiente naturale. I bambini amano il bosco delle fiabe, dove incontrano numerosi eroi fiabeschi. D’inverno, la valle è particolarmente adatta per lo sci di fondo, la discesa in slittino, lo sci alpino, lo sci alpinismo e l’arrampicata sulle cascate ghiacciate.

Il patrimonio culturale

I granai in legno fanno parte della ricca tradizione della valle Logarska dolina, del Solčavsko e della valle superiore della Savinja. Rappresentavano in passato un aspetto importante delle fattorie poiché venivano adibite alla conservazione degli alimenti e del grano. Alcune vengono utilizzate tutt’oggi a questo scopo. Visitate la Casa degli esercizi spirituali, il rifugio Planšarija a Logarski kot e la Cappella di Cristo Re.

Solčavsko – l’armonia delle tre valli

La valle Logarska dolina è una delle tre valli del Solčavsko. Scoprite anche le altre due: Robanov kot e Matkov kot. La maggior parte degli abitanti del Solčavsko vive in fattorie di alta quota. In questa zona si trova infatti la fattoria più alta in Slovenia, ovvero Bukovnik, a 1327 m. Salite fino ai rifugi alpini e alle vette o volate con il parapendio sopra la valle Logarska dolina. Sfruttate questo piacevole ambiente per fare esperienze nuove.

Le prelibatezze del Solčavsko

Gli abitanti del Solčavsko si occupano prevalentemente della produzione del legno e della lana e sono anche famosi per le prelibatezze gastronomiche come lo stomaco zgornjesavinski želodec, la riccotta sirnek, la crema masovnik, la zuppa sirnica a base di ricotta sirnek, la carne di pecora, la selvaggina, i ravioli alle pere, gli štruklji, la polenta di grano saraceno,  il latte fermentato, i formaggi caserecci, il pane casereccio, la potizza, il burro, il miele, le marmellate, le composte di frutta …

FONTE: www.slovenia.info

Kanal (Canale dell’Isonzo)

Conosciuto in Italia con il nome di Canale dell’Isonzo, questo piccolo borgo di 2mila anime sorge sull’Isonzo, fiume capace di ammaliare sia grandi scrittori come Giuseppe Ungaretti ed Ernest Hemingway, sia i creativi di Hollywood (che sulle acque color smeraldo del fiume hanno ambientato, per esempio, una scena epica del kolossal “Il principe Caspian”).

La zona è da sempre una meta vacanziera, ma Kanal è un universo a parte, con la sua atmosfera evocativa, in bilico tra solarità adriatica e riserbo alpino. A cavallo tra le due sponde dell’Isonzo, il borgo accoglie il visitatore con una bellezza semplice, genuina. Fatta del bianco contegnoso delle case, del verde intenso degli alberi frondosi, del blu surreale dell’Isonzo, del grigio slancio del ponte. Due chiese (quella di Santa Maria Assunta, e quella più piccolina di Sant’Anna) testimoniano l’attaccamento dei locali per una spiritualità autentica, sincera, che il silenzio e la quiete del borgo cristallizzano.

È il posto ideale per rilassarsi, Kanal, e dimenticare le ansie quotidiane: basta contemplare il panorama incontaminato dal ponte, che Hemingway ha reso immortale citandolo in “Addio alle armi”. Un castello, come sempre qui in Slovenia, testimonia la storia di Kanal, per secoli borgo di confine, sospeso tra il sudovest italiano e il nordest austro-germanico. Un tempo il castello era una struttura poderosa; ai giorni nostri della sua potenza rimangono quattro torri, una delle quali ospita la bella Galerija Debenjiak, con la sua collezione di arte contemporanea.

Pur trovandosi nel cuore terrigno d’Europa, Kanal ha una natura acquatica. Non a caso suo nume tutelare è il dio Nettuno che, sotto forma di statua, ingentilisce la fontana ottocentesca nella Piazza centrale. La fontana ha pure un nome: si chiama Mattia, e probabilmente fu opera di uno scultore padovano. Chi ama l’acqua può poi usare Kanal come punto di partenza per esplorare la regione. A partire dalla cascata Savinka, o dal fiume Idrija. Sono da vedere anche i due ponti di pietra costruiti al tempo di Napoleone (che dormì nel Castello).

Si mangia benissimo, a Kanal. La Taverna Matija, di fronte all’omonima fontana, offre una cucina tipica e varia: dagli gnocchi alle specialità con i semi di girasole, dal pesce alla ricotta affumicata. Si tratta di porzioni abbondanti, adatte soprattutto a chi ha intenzione di bruciare un po’ di calorie esplorando i dintorni.

FONTE: SLOVENIA SCONOSCIUTA

Il Parco nazionale del Triglav

Godetevi i tesori naturali dell’unico ma eccezionale parco nazionale in Slovenia. Deve il suo nome al monte Triglav, la vetta slovena più alta (2864 metri). Nell’abbraccio dell’idilliaco paesaggio alpino vi attendono valli glaciali, accoglienti paesini, verdi boschi, fiori alpini e alpeggi.

FONTE: www.slovenia.info

 

Skatepark Nova Gorica

Lo Skatepark si trova nel Borov gozdiček (boschetto di pini) a Nova Gorica, tra il Casinò Perla e la rotonda di Kromberk. E’ il ritrovo giornaliero degli skater. Lo Skatepark non è coperto. Qui si organizzano anche gare sportive.

Ai bordi del parco c’è una moderna pista per skateboard, che con la sua superficie di 3000 m² è la più grande struttura di questo genere dell’intera zona. Giovani di ogni età si esibiscono su skateboard, roller, bici e monopattini principalmente per il proprio divertimento, ma allo stesso tempo per tutti gli ammiratori che osservano le loro acrobazie dalle tribune.

Info:

Športno društvo Raketa

Iztokova 50, 5000 Nova Gorica, Slovenia

Cell.: +386 (0)31 370 877

sportniklub_raketa@yahoo.com

FONTE: novagorica-turizem.com

Boschetto di pini

Sul retro di questi edifici si trova il boschetto di pini, che rappresenta un biotopo unico nel centro cittadino, sorto sull’area delle ex cave di argilla.

Il suolo trattiene l’acqua attirando così molte rane e uccelli, tra cui anche migratori. È una vera oasi di pace a portata di mano. Sul lato sud si trovano un complesso di giochi per bambini e la statua Gioco, opera dello scultore Gorazd Prinčič; nella parte est del boschetto si trova, invece, il monumento alle alessandrine, della scultrice Nika Šimac. Ai bordi del parco c’è una moderna pista per skateboard.

Fonte: novagorica-turizem.com

Bosco Panovec

Il bosco Panovec è situato tra Kromberk e Rožna dolina, vicinissimo al centro urbano di Nova Gorica. Grazie all’immediata vicinanza della città, alla variegata struttura del bosco, attraversato da numerosi percorsi, è sempre ben visitato in tutte le stagioni. E’ un punto di ritrovo per gli amanti della pace e della natura, degli appassionati della ricreazione, dei ciclisti, dei cavalcatori, degli amanti delle passeggiate, appassionati di funghi e ricercatori.

Il bosco fu proprietà dei Conti di Gorizia fino al 1500, anno della morte dell’ultimo conte, per passare poi in mano alla dinastia degli Asburgo in conformità con le regole del feudalesimo.

Le prime testimonianze scritte sul bosco Panovec / Panoviz negli atti giudiziari risalgono al 1470. Sotto gli Asburgo al Panovec veniva profusa una cura particolare, poiché era amministrato dall’Ufficio forestale di Gorizia sotto la diretta gestione della Casa imperiale. Erano frequenti le liti tra i nobili di Gorizia e l’amministratore del bosco per il taglio del bosco; vennero registrati numerosi interventi dei massimi uffici di Vienna dell’epoca. Il bosco rimase intatto anche dopo il 1785, quando venne sistemata la questione della proprietà (catasto). Con l’abolizione dei rapporti di proprietà feudali divenne demanio pubblico (erario), ed è rimasto tale fino ai giorni nostri. Fu il guardaboschi Jožef Ressel, più conosciuto quale inventore dell’elica delle navi ed autore di molte altre invenzioni e progetti (macchine agricole, rete stradale, piani di gestione dei boschi) a comprendere la necessità di un interveneto tecnico pianificato nel bosco di Panovec.

Il Panovec perse il proprio aspetto originario durante il primo conflitto mondiale; per quasi due anni questo territorio fu occupato dalla prima linea di combattimento di quella guerra di posizione. Anche la seconda guerra mondiale colpì duramente l’area, particolarmente nel periodo in cui non vi fu alcun controllo (capitolazione dell’Italia). Molti sfruttarono, infatti, l’occasione per tagliare la legna in modo del tutto incontrollato, specie lungo i sentieri.

La vicinanza del capoluogo amministrativo, Gorizia, si dimostrò importante anche per l’attività tecnico-scientifica nel bosco di Panovec, dove si susseguirono impianti di sperimentazione di vario genere, dalle prime affermazioni della silvicoltura come ramo scientifico negli ultimi decenni del XIX secolo, quando veniva data precedenza alla piantumazione di varie specie arboree straniere, ed ancor oggi nel Panovec si possono ammirare sia le specie mediterranee sia quelle montane. Il bosco è popolato anche da animali; la fauna trova rifugio negli arbusti e nelle piante arrampicatrici ed i vecchi tronchi sono la posizione ideale per la nidificazione.

FONTE: http://www.novagorica-turizem.com/

La Quercia di Napoleone

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Sulla strada che, partendo da Gropada, attraversa il confine per poi congiungersi all’altra antica strada che conduce a Sezana, al centro
di un incrocio troviamo una maestosa quercia, nota come “Quercia di Napoleone” (“Napoleonov Hrast”).Il nome pare derivare dal fatto che veniva usata dai soldati francesi per legarvi i cavalli (il che è perlomeno verosimile, considerando che l’albero è sicuramente plurisecolare).Secondo un’altra leggenda, meno verosimile, alla sua ombra si fermò a riposare Napoleone Bonaparte stesso (ma nello scorso secolo in tutta Europa ci fu un’inflazione di case, alberghi, castelli e conventi nei quali si pretendeva che Napoleone si sarebbe fermato a dormire… un numero tanto elevato da essere inverosimile,
e frutto probabilmente soprattutto solo di dicerie popolari).I suoi rami contorti hanno certamente offerto tana e rifugio a moltissime
generazioni di picchi, ghiri e scoiattoli.L’incrocio di strade è, nella tradizione europea, un punto magico, destinato a catalizzare
insondabili forze, per lo più legate a pratiche di guarigione, o dove sono possibili incontri con esseri e figure mitologiche.Il trivio in cui si trova la “Quercia di Napoleone” non fa eccezione, ed esistono molte leggende sul miracoloso potere di guarigione di questa quercia.Una volta, un vecchio di Gropada, sentendosi approssimare la propria fine, decise di andare a morire ai piedi di questa quercia.Si congedò dagli amici e dai parenti, e si avviò lentamente lungo la strada: si sedette poi ai piedi della quercia, e qui rimase in attesa che si compisse il suo destino.Calò la sera, ed il vecchio trascorse tutta la notte ai piedi della quercia.Al mattino il vecchio si alzò, sentendosi straordinariamente bene: e tornò al paese, dove il suo ritorno destò meraviglia, anche perché sembrava ringiovanito di vent’anni. Ed tanto a lungo infatti il vecchio visse ancora …
Ma la quercia non dispensava i suoi poteri magici solo agli abitanti di Gropada: anche quanti arrivavano da villaggi, anche lontani, in occasione del mercato del bestiame che si teneva tradizionalmente a Basovizza, presero l’abitudine di fermarsi a riposare ai piedi di questa quercia, sperando nella guarigione da malattie più o meno gravi; oppure di portarsi a casa foglie e ramoscelli, per combattere sfortuna e maledizioni.Funzionerà ancora?La “quercia di Napoleone” è sempre lì, paziente, che ci aspetta.Sedersi ai suoi piedi, la schiena appoggiata al tronco, non è detto che sarà sufficiente
a guarirci da un grave morbo… ma sicuramente ci donerà molta serenità. (FONTE:Carsosegreto.it)

Soteska Pekel

Soteska Pekel
Soteska Pekel

La gola Pekel si trova nei pressi del Villaggio Borovnica a circa 23 chilometri di distanza da Lubiana ed è stata scavata dal torrente Otavscica , nei mesi estivi qui si gode di una frescura piacevole e rinfrescante.All’ inizio della strada potete vedere la tabella informativa  riguardante la gola.Nella gola si possono vedere cinque cascate, l’accesso puo’ risultare difficile a causa della forte pendenza e per questo è necessaria una certa cautela.La prima cascata è la più piccola ed è alta 5 metri le altre quattro sono alte dai 15 ai 20 metri , la quinta cascata è la maggiore e si dice che la quarta sia la più bella. La terza cascata è chiamato Kozak a causa della sagoma del camoscio nella roccia visibile accanto alla cascata.

Il simbolo della gola è la pianta endemicha Slovena la “Carniolan Primula” in Sloveno Kranjski Jeglic in Italiano Primula carniolica che si presenta con dei bei colori rossi e viola. La pianta fiorisce in aprile e maggio.Sotto e sopra la gola Pekel c’erano segherie e mulini , nella radura della prima gola c’è il mulino Brancelj-Kosir, che è stato rinnovato negli anni 1994-1995 dai membri dell’associazione Turistica Borovnica.

Vicino al parcheggio c’è il ristorante Pekel, che è famoso per deliziosi cibi fatti in casa, soprattutto per le trote.

FONTE:Kraij.eu

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