Archivi categoria: Fiumi & Laghi

Kanal (Canale dell’Isonzo)

Conosciuto in Italia con il nome di Canale dell’Isonzo, questo piccolo borgo di 2mila anime sorge sull’Isonzo, fiume capace di ammaliare sia grandi scrittori come Giuseppe Ungaretti ed Ernest Hemingway, sia i creativi di Hollywood (che sulle acque color smeraldo del fiume hanno ambientato, per esempio, una scena epica del kolossal “Il principe Caspian”).

La zona è da sempre una meta vacanziera, ma Kanal è un universo a parte, con la sua atmosfera evocativa, in bilico tra solarità adriatica e riserbo alpino. A cavallo tra le due sponde dell’Isonzo, il borgo accoglie il visitatore con una bellezza semplice, genuina. Fatta del bianco contegnoso delle case, del verde intenso degli alberi frondosi, del blu surreale dell’Isonzo, del grigio slancio del ponte. Due chiese (quella di Santa Maria Assunta, e quella più piccolina di Sant’Anna) testimoniano l’attaccamento dei locali per una spiritualità autentica, sincera, che il silenzio e la quiete del borgo cristallizzano.

È il posto ideale per rilassarsi, Kanal, e dimenticare le ansie quotidiane: basta contemplare il panorama incontaminato dal ponte, che Hemingway ha reso immortale citandolo in “Addio alle armi”. Un castello, come sempre qui in Slovenia, testimonia la storia di Kanal, per secoli borgo di confine, sospeso tra il sudovest italiano e il nordest austro-germanico. Un tempo il castello era una struttura poderosa; ai giorni nostri della sua potenza rimangono quattro torri, una delle quali ospita la bella Galerija Debenjiak, con la sua collezione di arte contemporanea.

Pur trovandosi nel cuore terrigno d’Europa, Kanal ha una natura acquatica. Non a caso suo nume tutelare è il dio Nettuno che, sotto forma di statua, ingentilisce la fontana ottocentesca nella Piazza centrale. La fontana ha pure un nome: si chiama Mattia, e probabilmente fu opera di uno scultore padovano. Chi ama l’acqua può poi usare Kanal come punto di partenza per esplorare la regione. A partire dalla cascata Savinka, o dal fiume Idrija. Sono da vedere anche i due ponti di pietra costruiti al tempo di Napoleone (che dormì nel Castello).

Si mangia benissimo, a Kanal. La Taverna Matija, di fronte all’omonima fontana, offre una cucina tipica e varia: dagli gnocchi alle specialità con i semi di girasole, dal pesce alla ricotta affumicata. Si tratta di porzioni abbondanti, adatte soprattutto a chi ha intenzione di bruciare un po’ di calorie esplorando i dintorni.

FONTE: SLOVENIA SCONOSCIUTA

Il Parco nazionale del Triglav

Godetevi i tesori naturali dell’unico ma eccezionale parco nazionale in Slovenia. Deve il suo nome al monte Triglav, la vetta slovena più alta (2864 metri). Nell’abbraccio dell’idilliaco paesaggio alpino vi attendono valli glaciali, accoglienti paesini, verdi boschi, fiori alpini e alpeggi.

FONTE: www.slovenia.info

 

Boschetto di pini

Sul retro di questi edifici si trova il boschetto di pini, che rappresenta un biotopo unico nel centro cittadino, sorto sull’area delle ex cave di argilla.

Il suolo trattiene l’acqua attirando così molte rane e uccelli, tra cui anche migratori. È una vera oasi di pace a portata di mano. Sul lato sud si trovano un complesso di giochi per bambini e la statua Gioco, opera dello scultore Gorazd Prinčič; nella parte est del boschetto si trova, invece, il monumento alle alessandrine, della scultrice Nika Šimac. Ai bordi del parco c’è una moderna pista per skateboard.

Fonte: novagorica-turizem.com

Soteska Pekel

Soteska Pekel
Soteska Pekel

La gola Pekel si trova nei pressi del Villaggio Borovnica a circa 23 chilometri di distanza da Lubiana ed è stata scavata dal torrente Otavscica , nei mesi estivi qui si gode di una frescura piacevole e rinfrescante.All’ inizio della strada potete vedere la tabella informativa  riguardante la gola.Nella gola si possono vedere cinque cascate, l’accesso puo’ risultare difficile a causa della forte pendenza e per questo è necessaria una certa cautela.La prima cascata è la più piccola ed è alta 5 metri le altre quattro sono alte dai 15 ai 20 metri , la quinta cascata è la maggiore e si dice che la quarta sia la più bella. La terza cascata è chiamato Kozak a causa della sagoma del camoscio nella roccia visibile accanto alla cascata.

Il simbolo della gola è la pianta endemicha Slovena la “Carniolan Primula” in Sloveno Kranjski Jeglic in Italiano Primula carniolica che si presenta con dei bei colori rossi e viola. La pianta fiorisce in aprile e maggio.Sotto e sopra la gola Pekel c’erano segherie e mulini , nella radura della prima gola c’è il mulino Brancelj-Kosir, che è stato rinnovato negli anni 1994-1995 dai membri dell’associazione Turistica Borovnica.

Vicino al parcheggio c’è il ristorante Pekel, che è famoso per deliziosi cibi fatti in casa, soprattutto per le trote.

FONTE:Kraij.eu

ALTRE INFORMAZIONI

 

Fiume Reka ( Timavo )

Fiume Reka
Fiume Reka

Il fiume Timavo o Recca (Timavus in latino, Reka o Timava o Timav in sloveno, Timava in croato, Timâf in friulano) è un fiume che scorre tra Croazia, Slovenia e Italia.Nasce (con il nome Reka, che significa semplicemente “fiume”) da una sorgente valchiusana del Monte Nevoso e precisamente dal picco Turkove škulje, solo un paio di chilometri prima del confine con la Slovenia. Scorre poi nella Val Malacca (Mlake), nella Contea Litoraneo Montana della Croazia; nel suo percorso attraversa il Carso per quasi novanta chilometri e sfocia infine in mare nei pressi di San Giovanni di Duino, in provincia di Trieste. È famoso per via del suo lungo percorso sotterraneo di circa 40 chilometri che , dalle grotte di San Canziano (di Škocjan) in Slovenia, passando per l’Abisso di Trebiciano, raggiunge il paese di San Giovanni di Duino. Qui ricompare in superficie per poi sfociare nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Tale percorso viene
considerato come uno dei più interessanti fenomeni carsici.
Con i suoi 2 km di percorso in superficie in territorio italiano, il Timavo può essere considerato il fiume più corto della penisola che sfoci in mare. Lo scazzone del Timavo (Cottus scaturigo) è una specie ittica endemica della sorgente di questo fiume; è in pericolo d’estinzione.
Dal nome del fiume deriva il nome della omonima società di canottieri sita in Monfalcone.

Cenni storici

L’area delle risorgive, posta nel comune di Duino-Aurisina, fin dall’antichità fu importante luogo di culto. La presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano Diomede , Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus. Virgilio ne era rimasto così impressionato da menzionarlo per ben tre volte: Ecl. 8, 6,
Georg. III, 475 e Aen. I, 244.
Nel IV secolo, con l’avvento del Cristianesimo, venne edificata la prima cappella, che, con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba. Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito, fu poi il turno degli Ungari
che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all’interessamento del patriarca di Aquileia Ulrico I, venne definitivamente distrutto da un’incursione turca.Nel 1284, durante una guerra con il Patriarcato di Aquileia i veneziani costruirono su un’
isola artificiale, davanti alla sua foce, il castello di Belforte. Durante il dominio asburgico, parte del corso del Timavo fungeva da confine amministrativo tra il litorale austriaco e la Carniola.
Dopo la Prima guerra mondiale alle Bocche del Timavo fu eretto il monumento ai Lupi di Toscana, opera dell’architetto Guido Cirilli (Fonte:Wikipedia)

Vedi anche RISORGIVE DEL TIMAVO

Risorgive del Timavo

Italia

 

Nei pressi dell’abitato di San Giovanni di Duino ( o San Giovanni al Timavo, Stivan in sloveno, comune di Duino Aurisina) si trovano,
immerse nel verde, le risorgive del fiume Timavo.Si parla di “risorgive” e non semplicemente di sorgenti perchè, in realtà, il Timavo nasce in territorio sloveno, nei pressi delle pendici monte Nevoso (Sneznik).In Slovenia il Timavo (Reka) percorre un percorso di una cinquantina di km per poi inabissarsi nelle grotte di San Canziano (Skocjanske jame), grotte turistiche che è possibile visitare.Nelle Grotte di San Canziano il Timavo, dopo un percorso di 2,5 km e dopo 25 cascate, scompare nelle viscere della terra per rivedere la luce in Italia e per raggiungere, dopo pochi km, il Golfo di Trieste.Il timavo è visibile anche agli speleologi che affrontano i vari pozzi dell’Abisso di Trebiciano: sul suo fondo ricompare, infatti, il Timavo.Il Timavo nella storia L’area delle risorgive fin dall’antichità fu importante luogo di culto: la presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus.Il poeta Virgilio menziona il Timavo già nell’Eneide:

“Antenore,scampato agli Achei, poté entrare nel golfo illirico, spingersi in modo sicuro nel regno dei Liburni e superare le sorgenti del Timavo che simile a un mare impetuoso erompe dalla montagna per nove bocche con alto frastuono e inonda i campi di un acqua risonante.”Virgilio parla di “nove bocche” mentre altri storici/scrittori parlano di sette bocche.Nel IV secolo, con l’avvento del cristianesimo venne edificata la prima cappella, che con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba.Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito fu poi il turno degli Ungari che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all’
interessamento del patriarca di Aquileia.Durante il dominio asburgico, parte del suo corso fungeva da confine amministrativo tra il Litorale austriaco e la Carniola Ulrico I venne definitivamente distrutto da un’incursione turca.Se avete modo di visitare questo interessante luogo (sicuramente dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico, naturalistico, geologico, religioso…) non mancate di dedicare un pò di tempo alla visita del Castello di Duino e del Sentiero Rilke.(FONTE:www.trieste.ws)

 

Stagno di Contovello

 

 

Lo stagno di Contovello è posto in linea d’aria tra il Castello di Miramare e l’abitato di Prosecco, presso un punto panoramico da cui si può ammirare il panorama sottostante. Il laghetto, formato da una piccola sorgiva e dalle meteoriche trattenute dal substrato di arenaria, era un tempo una preziosa riserva idrica su di un altipiano privo di fiumi superficiali. Lo stagno nell’ultimo periodo ha perso le sue caratteristiche di naturalità carsica, divenendo purtroppo rifugio di anatre domestiche, testuggini americane e pesci rossi liberati dagli acquari.Nelle vicinanze merita una visita la vicina chiesa di Santa Maria della Salvia del XV secolo.

Lo stagno di Contovello, per la presenza di tavoli attrezzati e di un buon parcheggio, risulta meta ideale per escursioni e pic-nic nel periodo estivo.(FONTE:http://www.percorsiprovinciats.it)

 

 

Divje jezero

Slovenia

 

Il misterioso sifone lacustre scende alla profondita di oltre 120 m e fa fuoriuscire temporaneamente enormi quantita di acque sotterranee. Il lago e i dintorni sono noti per la flora e la fauna di estrema
ricchezza , tra i piu famosi sono la primula carniolica ed il proteo.(FONTE:http://www.slovenia.info)

Iški Vintgar Gorge

Iski vintgar gorge
Iski vintgar gorge

Iški vintgar e una gola pittoresca che intaglia profondamente l’altopiano di dolomite alla confluenza di due corsi d’acqua, della Zala e dell’Iška, dove si trova una torre rocciosa isolata alta 10 m, chiamato Uomo di roccia. Nella gola con numerose rapide, tonfani ed altri fenomeni, troviamo flora autoctona e numerose specie animali. 

Per la gola si snodano numerosi sentieri podistici tra i quali il sentiero E6. (Fonte: http://www.slovenia.info )