Archivi categoria: Escursioni & Passeggiate

Centro visite Gradina

L’area protetta con i suoi 726 ha di estensione interessa 3 comuni della Provincia di Gorizia: Doberdò del Lago (Doberdob), Monfalcone e Ronchi dei Legionari. L’elemento caratterizzante di questa Riserva è la presenza di due grandi depressioni carsiche (polje) ospitanti due laghi separati da rilievi calcarei . Poichè il Carso è impostato su calcare, roccia carbonatica molto permeabile, tutto il territorio manca di un’idrografia superficiale essendo l’acqua confinata nel sottosuolo. Conseguentemente la presenza dei laghi contrasta la circostante aridità e permette lo sviluppo di ecosistemi tipici delle zone umide normalmente assenti su tutto il Carso, che conferiscono all’area protetta un elevato grado di biodiversità.

Percorrendo i sentieri di quest’area protetta si ha quindi la possibilità di osservare il passaggio da habitat di ambienti aridi, come i prati di landa o i campi solcati, a quelli di zone umide che circondano i laghi.

Sul colle M. Castellazzo, che si eleva sopra il lago di Doberdò, si trova il Centro visite Gradina nel cui Museo il visitatore ha modo di ripercorrere, anche attraverso strumenti interattivi, gli aspetti storici e naturalistici della Riserva e del Carso.

La struttura dispone anche di un bar , di un ristorante e di un’accogliente foresteria con 20 posti letto.

Il Centro visite e il Paludario sono gestiti dalla Cooperativa Rogos che organizza anche attività didattiche con le scuole, escursionistiche, di divulgazione scientifica e mostre d’a rte.


Link:
 www.riservanaturalegradina.com

CENTRO VISITE “GRADINA”
VIA VALLONE 32
34070 DOBERDO’ DEL LAGO

TEL/FAX 0481 784111
CELL 333 4056800
E-MAIL infogradina@libero.it
INDIRIZZO INTERNET www.gradina.it

In bicicletta e in kayak nel mondo sotterraneo

La Carinzia, una regione singolare al nord della Slovenia, riserva tantissime sorprese. Una di queste si nasconde nel mondo sotterraneo di Pece, a Mežica. Lo sapevate che è possibile attraversare in bicicletta o in kayak le antiche gallerie dei minatori ? Vivete una vera avventura!

Il mondo sotterraneo mitologico

La regione della Carinzia è un paradiso per gli alpinisti e i ciclisti di montagna. Il monte Peca, che fa parte di questo mondo, nasconde numerose leggende. La più conosciuta tra gli sloveni è quella del re Matjaž, un personaggio mitologico, grande benefattore, che ora dorme sotto il monte mentre la sua barba cresce attorcigliandosi attorno a un tavolo. Ma il re non è l’unico mistero di Pece: nel suo mondo sotterraneo hanno avuto luogo molti altri eventi di proporzioni mitologiche.

Tra Peca e Uršlja gora si trovano miniere conosciute da sempre. Durante più di tre secoli di lavori, sono stati estratti 19 milioni di tonnellate di piombo e di zinco e sono stati scavati più di 800 km di gallerie. La miniera, chiusa da più di vent’anni, a suo modo è attiva tutt’oggi. Dal 1997, infatti, una parte del complesso della miniera è aperto alle visite turistiche in trenino, oppure in bicicletta o kayak per gli avventurieri.

In bicicletta attraverso le gallerie

Sebbene il mountain bike sia ideale per pedalare all’aperto, nella regione della Koroška potete letteralmente attraversare in bicicletta l’interno un monte. Vestitevi bene, munitevi di guanti, caschi e torce da testa e attraversate in bicicletta, in compagnia di una guida, più di cinque chilometri di percorsi sotterranei che vi condurranno da una valle all’altra. Profumo di avventura? Il sentiero attraversa gallerie in piena sicurezza e si innalza solo di 15 metri, ma il terreno scosceso di quella che fu una volta la linea ferroviaria della miniera, ostacola leggermente la pedalata. L’avventura dura circa due ore e mezza.

Altre info: http://www.podzemljepece.com/?lang=en

FONTE:www.slovenia.info/

Velika Planina

Velika Planina

Abbiamo parlato pochi giorni fa della pittoresca e importante cittadina di Kamnik, situata pochi chilometri a nord della capitale Ljubljana. Una delle escursioni più note e più belle a poca distanza da Kamnik è quella che ci porta a Velika Planina, letteralmente “grande pascolo”, un idilliaco altipiano ad alta quota dove d’estate i pastori portano il bestiame a pascolare in alpeggio mentre con la stagione fredda le dolci colline imbiancate diventano teatro di sport invernali.

la vista dalla funivia verso il fondovalle

la vista dalla funivia verso il fondovalle

Per arrivare a Velika Planina è necessario prendere una funivia, ma prima bisogna andare a Kamnik e da lì proseguire lungo la strada per Kamniška Bistrica. Superato l’abitato di Stahovica si prosegue ancora per circa 4 km fino alla stazione di valle della funivia, con accanto un parcheggio. Lasciata l’auto è tempo di prendere la funivia che parte ogni ora piena dalle 8 del mattino fino alle 16 (fino alle 18 dal venerdì alla domenica).

la stazione di arrivo della funivia

la stazione di arrivo della funivia

Arrivati in cima con la funivia, inizia l’esplorazione di questa splendida montagna. Ma prima c’è ancora da salire un po’. I più pigri possono prendere una seggiovia a due posti che li porterà un po’ più in alto, mentre chi ama camminare sui monti preferirà sicuramente risparmiare qualche euro e salire a piedi per circa mezz’ora, venendo ricompensato dalla presenza della baita Zeleni Rob dove potersi rifocillare!

il villaggio dei pastori

il villaggio dei pastori

Arrivati in cima si notano le prime abitazioni tipiche, in realtà costruite negli anni ’60 per accogliere i turisti che vogliono passare la notte su queste splendide montagne. Questi cottage di montagna furono costruiti secondo i dettami dell’architetto Vlasto Kopač, fido allievo di Jože Plečnik, che voleva ricreare l’atmosfera delle abitazioni tradizionali dei pastori. Queste si trovano un po’ più avanti, in quanto, secondo il progetto di Kopač, le abitazioni per i turisti sono situate in un luogo separato in modo da non intralciare il lavoro dei pastori.

il villaggio dei pastori

il villaggio dei pastori

A questo punto il sentiero vira a sinistra e dopo circa un quarto d’ora di facile camminata pianeggiante si arriva finalmente in vista del villaggio dei pastori, questo sì originale e tradizionale, esempio unico in Slovenia e in Europa. Davanti a noi si apre un vero panorama idilliaco ad alta quota, con le tradizionali capanne dei pastori, la chiesetta in alto sopra di loro, il tutto circondato dalle alte vette delle Alpi di Kamnik.

il villaggio dei pastori

il villaggio dei pastori

Le capanne dei pastori di Velika Planina sono un tipico elemento tradizionale sloveno. La loro caratteristica sono i lunghi tetti ricoperti da scandole di pino che scendono molto in basso chiamate “šinkel“. Sono senza dubbio la caratteristica più tipica e nota di Velika Planina. Da giugno a settembre il villaggio si anima di pastori e di bestiame che pascola attorno alle belle capanne. Durante questi mesi si possono anche gustare le prelibatezze casearie locali e mangiare la “merenda del pastore”, ovvero latte acido e polenta!

il villaggio dei pastori

il villaggio dei pastori

Leggermente più in alto rispetto alle case troviamo la cappella della Madonna delle Nevi (Kapela Marije Snežne). La chiesetta che possiamo ammirare oggi è stata ricostruita nel 1988 su iniziativa dei pastori locali, dopo che l’originale (costruita nel ’39 su disegno Jože Plečnik) era stata distrutta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e mai più ricostruita nel dopoguerra. Durante tutta l’estate nella chiesetta viene celebrata la messa  domenicale; particolarmente sentite sono le celebrazioni del 5 agosto, dedicate proprio alla Madonna delle Nevi, così come la messa di mezzanotte la vigilia di Natale.

Kapela Marije Snežne

Kapela Marije Snežne

Nel cuore del villaggio troviamo invece il museo Preskar, una capanna di forma ovale costruita dal pastore Andrej Preskar dopo la seconda guerra mondiale. Oggi questa capanna è aperta al pubblico ogni giorno durante la bella stagione ed è uno splendido esempio di come erano fatte queste antiche costruzioni tradizionali. All’interno si può anche ammirare il trnič, un particolare formaggio salato a forma di pera riccamente decorato, che però non si può mangiare, ma solo regalare come tipico souvenir di Velika Planina!

il museo Preskar

il museo Preskar

Oltre ai bucolici panorami tra le capanne dei pastori, Velika Planina ci regala emozioni anche sottoterra. La grotta di Veternica è infatti il sito naturale di maggior interesse del luogo. La Veternica è formata dall’insieme di due grotte: Mala Jama e Velika Veternica (la più interessante tra le due), che si sono divise in seguito al collasso del tetto di roccia che le univa in precedenza. Al suo interno la neve rimane presente anche in estate! Una terza grotta, chiamata Dovja Griča, si trova nella Tiha Dolina ed è profonda 9 m. A questa grotta sono legate tante leggende di uomini selvaggi tramandate dai pastori.

il villaggio dei pastori

il villaggio dei pastori

Una caratteristica di Velika Planina, specialmente nel mese di giugno, è la fioritura delle Nigritella Lithopolitanica, un delizioso fiore dal colore viola. Originaria del vicino Krvavec, questa rara pianta è ufficialmente iscritta tra le specie a rischio di estinzione e tipica di questa zona della Slovenia.

la Nigritella Lithopolitanica tipica di Velika Planina

la Nigritella Lithopolitanica tipica di Velika Planina

Nei dintorni…

Oltre alla già citata Kamnik, e alle innumerevoli escursioni che si possono fare da e verso Velika Planina, la valle della Kamniška Bistrica offre altre attrattive naturalistiche di assoluto rilievo. Tra queste vi sono senza dubbio la sorgente del fiume stesso (Izvir reke Kamniške Bistrice), con la vicina casa da caccia di Re Alessandro progettata da Jože Plečnik, nonché le forre Veliki Predaselj e Mali Predaselj e la cascata di Ogrlice (Slap Orglice).

Come arrivare

Da Trieste: si prende l’autostrada per Fernetti e si prosegue fino a Ljubljana da dove si seguono le indicazioni per Kranj/Villach. Si prosegue fino all’uscita numero 11 Vodice, dalla quale si prosegue lungo la statale seguendo le indicazioni per Kamnik che si raggiunge dopo circa 10Km. Superata Kamnik si segue a sinistra verso Kamniška Bistrica. Tempo di percorrenza: 1 ora e 40m.

Da Gorizia: si prende l’autostrada slovena H4 fino al casello di Nanos dove ci si immette sull’autostrada per Ljubljana. Seguire quindi le indicazioni qui sopra. Tempo di percorrenza: 1 ora e 40m.

Da Udine e dal resto d’Italia: conviene passare da Gorizia (uscita Villesse, quindi la nuova autostrada A34 che porta direttamente in Slovenia). Tempo di percorrenza: 2 ore e 10 minuti. (da Udine).

Vinjeta: SI
I luoghi indicati in questo articolo richiedono l’utilizzo dell’autostrada.

Sorgente: Velika Planina: idillio ad alta quota – SLOvely

La valle Logarska dolina

La valle Logarska dolina è una delle più belle valli glaciali in Europa. La simbiosi tra la tradizione, l’uomo e la natura in questo territorio è eccezionale e rara. Potete rilassarvi nel paesaggio tranquillo del parco ambientale praticando escursionismo, ciclismo, equitazione, o la fotocaccia… Per l’ottima gestione della zona protetta, il parco è stato premiato dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) nel concorso “Il futuro nelle Alpi”.

L’abbraccio della natura verde

Nella valle Logarska dolina potete ammirare la natura verde a ogni passo. Imboccate il sentiero scientifico ed etnografico Pot po Logarski, che vi conduce attraverso angoli meravigliosi della natura protetta del parco ambientale. Qui scoprirete specie vegetali rare e a rischio di estinzione.  La valle è anche famosa per le sue numerose cascate, tra le quali la più famosa è la Rinka, alta 90 m.

A piedi, in bicicletta o con gli sci

Gli amanti delle vacanze attive possono conquistare le vette dei monti circostanti, praticare ciclismo o arrampicata oppure avventurarsi nella fotocaccia e tentare di immortalare con l’obiettivo gli animali nel loro ambiente naturale. I bambini amano il bosco delle fiabe, dove incontrano numerosi eroi fiabeschi. D’inverno, la valle è particolarmente adatta per lo sci di fondo, la discesa in slittino, lo sci alpino, lo sci alpinismo e l’arrampicata sulle cascate ghiacciate.

Il patrimonio culturale

I granai in legno fanno parte della ricca tradizione della valle Logarska dolina, del Solčavsko e della valle superiore della Savinja. Rappresentavano in passato un aspetto importante delle fattorie poiché venivano adibite alla conservazione degli alimenti e del grano. Alcune vengono utilizzate tutt’oggi a questo scopo. Visitate la Casa degli esercizi spirituali, il rifugio Planšarija a Logarski kot e la Cappella di Cristo Re.

Solčavsko – l’armonia delle tre valli

La valle Logarska dolina è una delle tre valli del Solčavsko. Scoprite anche le altre due: Robanov kot e Matkov kot. La maggior parte degli abitanti del Solčavsko vive in fattorie di alta quota. In questa zona si trova infatti la fattoria più alta in Slovenia, ovvero Bukovnik, a 1327 m. Salite fino ai rifugi alpini e alle vette o volate con il parapendio sopra la valle Logarska dolina. Sfruttate questo piacevole ambiente per fare esperienze nuove.

Le prelibatezze del Solčavsko

Gli abitanti del Solčavsko si occupano prevalentemente della produzione del legno e della lana e sono anche famosi per le prelibatezze gastronomiche come lo stomaco zgornjesavinski želodec, la riccotta sirnek, la crema masovnik, la zuppa sirnica a base di ricotta sirnek, la carne di pecora, la selvaggina, i ravioli alle pere, gli štruklji, la polenta di grano saraceno,  il latte fermentato, i formaggi caserecci, il pane casereccio, la potizza, il burro, il miele, le marmellate, le composte di frutta …

FONTE: www.slovenia.info

Il Parco nazionale del Triglav

Godetevi i tesori naturali dell’unico ma eccezionale parco nazionale in Slovenia. Deve il suo nome al monte Triglav, la vetta slovena più alta (2864 metri). Nell’abbraccio dell’idilliaco paesaggio alpino vi attendono valli glaciali, accoglienti paesini, verdi boschi, fiori alpini e alpeggi.

FONTE: www.slovenia.info

 

Boschetto di pini

Sul retro di questi edifici si trova il boschetto di pini, che rappresenta un biotopo unico nel centro cittadino, sorto sull’area delle ex cave di argilla.

Il suolo trattiene l’acqua attirando così molte rane e uccelli, tra cui anche migratori. È una vera oasi di pace a portata di mano. Sul lato sud si trovano un complesso di giochi per bambini e la statua Gioco, opera dello scultore Gorazd Prinčič; nella parte est del boschetto si trova, invece, il monumento alle alessandrine, della scultrice Nika Šimac. Ai bordi del parco c’è una moderna pista per skateboard.

Fonte: novagorica-turizem.com

Bosco Panovec

Il bosco Panovec è situato tra Kromberk e Rožna dolina, vicinissimo al centro urbano di Nova Gorica. Grazie all’immediata vicinanza della città, alla variegata struttura del bosco, attraversato da numerosi percorsi, è sempre ben visitato in tutte le stagioni. E’ un punto di ritrovo per gli amanti della pace e della natura, degli appassionati della ricreazione, dei ciclisti, dei cavalcatori, degli amanti delle passeggiate, appassionati di funghi e ricercatori.

Il bosco fu proprietà dei Conti di Gorizia fino al 1500, anno della morte dell’ultimo conte, per passare poi in mano alla dinastia degli Asburgo in conformità con le regole del feudalesimo.

Le prime testimonianze scritte sul bosco Panovec / Panoviz negli atti giudiziari risalgono al 1470. Sotto gli Asburgo al Panovec veniva profusa una cura particolare, poiché era amministrato dall’Ufficio forestale di Gorizia sotto la diretta gestione della Casa imperiale. Erano frequenti le liti tra i nobili di Gorizia e l’amministratore del bosco per il taglio del bosco; vennero registrati numerosi interventi dei massimi uffici di Vienna dell’epoca. Il bosco rimase intatto anche dopo il 1785, quando venne sistemata la questione della proprietà (catasto). Con l’abolizione dei rapporti di proprietà feudali divenne demanio pubblico (erario), ed è rimasto tale fino ai giorni nostri. Fu il guardaboschi Jožef Ressel, più conosciuto quale inventore dell’elica delle navi ed autore di molte altre invenzioni e progetti (macchine agricole, rete stradale, piani di gestione dei boschi) a comprendere la necessità di un interveneto tecnico pianificato nel bosco di Panovec.

Il Panovec perse il proprio aspetto originario durante il primo conflitto mondiale; per quasi due anni questo territorio fu occupato dalla prima linea di combattimento di quella guerra di posizione. Anche la seconda guerra mondiale colpì duramente l’area, particolarmente nel periodo in cui non vi fu alcun controllo (capitolazione dell’Italia). Molti sfruttarono, infatti, l’occasione per tagliare la legna in modo del tutto incontrollato, specie lungo i sentieri.

La vicinanza del capoluogo amministrativo, Gorizia, si dimostrò importante anche per l’attività tecnico-scientifica nel bosco di Panovec, dove si susseguirono impianti di sperimentazione di vario genere, dalle prime affermazioni della silvicoltura come ramo scientifico negli ultimi decenni del XIX secolo, quando veniva data precedenza alla piantumazione di varie specie arboree straniere, ed ancor oggi nel Panovec si possono ammirare sia le specie mediterranee sia quelle montane. Il bosco è popolato anche da animali; la fauna trova rifugio negli arbusti e nelle piante arrampicatrici ed i vecchi tronchi sono la posizione ideale per la nidificazione.

FONTE: http://www.novagorica-turizem.com/

Il rifugio più “basso” d’Italia si trova in Val Rosandra a 82metri di quota

Rifugio Premuda

SAN DORLIGO – Si chiama Premuda ed è il rifugio più basso d’Italia: si trova a soli 82 metri di quota.

Lo storico rifugio si trova all’imboccatura di una delle oasi verdi e incontaminate della Provincia di Trieste: la Val Rosandra meta indiscussa degli escursionisti triestini ma anche di turisti e visitatori provenienti da altre regioni italiane e da oltreconfine oltre che da speleologi e rocciatori. È stato costruito nel 1940 dalla Società alpina delle Giulie, una sezione di Trieste del CAI, ed è stato successivamente rinnovato nel 1989. È intitolato all’alpinista Mario Premuda, deceduto nel 1931, ed ospita la sede della scuola di alpinismo Emilio Comici. Per la sua elevazione di poche decine di metri sul livello del mare il Premuda è il più basso rifugio alpino dell’Italia continentale.Il rifugio è costituito da un edificio in muratura che si sviluppa su un unico piano. Internamente si compone di due salette con i tavoli, il banco di mescita prospiciente l’entrata, la cucina ed i servizi. Esternamente dispone di un ampio piazzale, che funge sia da parcheggio per gli escursionisti della valle sia da spazio per disporre le panche ed i tavoli all’aperto nella bella stagione. È un luogo caratteristico, sulla sponda sinistra del torrente Rosandra, tra gli alberi sotto una parete della valle. Si trova lungo il percorso dell’itinerario rosso della Via Alpina. Non dispone di posti letto, per cui offre solo ristoro. Il rifugio è raggiungibile tramite strada asfaltata da Bagnoli della Rosandra, dalla cui piazza dista solamente 800 metri. Il rifugio Premuda è la base di partenza per numerose escursioni nella val Rosandra: alla frazione di Botazzo, lungo il sentiero di fondo valle, che passa sopra la cascata, alla chiesetta di Santa Maria in Siaris e al cippo Comici, eretto in memoria del leggendario alpinista triestino Emilio Comici.

Articolo di Elisabetta Batic “Il Gazzettino”

La Quercia di Napoleone

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Sulla strada che, partendo da Gropada, attraversa il confine per poi congiungersi all’altra antica strada che conduce a Sezana, al centro
di un incrocio troviamo una maestosa quercia, nota come “Quercia di Napoleone” (“Napoleonov Hrast”).Il nome pare derivare dal fatto che veniva usata dai soldati francesi per legarvi i cavalli (il che è perlomeno verosimile, considerando che l’albero è sicuramente plurisecolare).Secondo un’altra leggenda, meno verosimile, alla sua ombra si fermò a riposare Napoleone Bonaparte stesso (ma nello scorso secolo in tutta Europa ci fu un’inflazione di case, alberghi, castelli e conventi nei quali si pretendeva che Napoleone si sarebbe fermato a dormire… un numero tanto elevato da essere inverosimile,
e frutto probabilmente soprattutto solo di dicerie popolari).I suoi rami contorti hanno certamente offerto tana e rifugio a moltissime
generazioni di picchi, ghiri e scoiattoli.L’incrocio di strade è, nella tradizione europea, un punto magico, destinato a catalizzare
insondabili forze, per lo più legate a pratiche di guarigione, o dove sono possibili incontri con esseri e figure mitologiche.Il trivio in cui si trova la “Quercia di Napoleone” non fa eccezione, ed esistono molte leggende sul miracoloso potere di guarigione di questa quercia.Una volta, un vecchio di Gropada, sentendosi approssimare la propria fine, decise di andare a morire ai piedi di questa quercia.Si congedò dagli amici e dai parenti, e si avviò lentamente lungo la strada: si sedette poi ai piedi della quercia, e qui rimase in attesa che si compisse il suo destino.Calò la sera, ed il vecchio trascorse tutta la notte ai piedi della quercia.Al mattino il vecchio si alzò, sentendosi straordinariamente bene: e tornò al paese, dove il suo ritorno destò meraviglia, anche perché sembrava ringiovanito di vent’anni. Ed tanto a lungo infatti il vecchio visse ancora …
Ma la quercia non dispensava i suoi poteri magici solo agli abitanti di Gropada: anche quanti arrivavano da villaggi, anche lontani, in occasione del mercato del bestiame che si teneva tradizionalmente a Basovizza, presero l’abitudine di fermarsi a riposare ai piedi di questa quercia, sperando nella guarigione da malattie più o meno gravi; oppure di portarsi a casa foglie e ramoscelli, per combattere sfortuna e maledizioni.Funzionerà ancora?La “quercia di Napoleone” è sempre lì, paziente, che ci aspetta.Sedersi ai suoi piedi, la schiena appoggiata al tronco, non è detto che sarà sufficiente
a guarirci da un grave morbo… ma sicuramente ci donerà molta serenità. (FONTE:Carsosegreto.it)