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Visitare Monaco Informazioni e piccola guida

Secondo i tedeschi Monaco, la capitale della Baviera, pulsa di prosperità e Gemütlichkeit un termine tedesco che si traduce con “intimità”. Il folclore e le antiche tradizioni convivono con le BMW eleganti fabbricate qui, con le boutique di stilisti locali e internazionali e con una famosa industria meccanica che esporta in tutto il mondo. Secondo i tedeschi Monaco pulsa di prosperità e Gemütlichkeit (intimità). Folklore e antiche tradizioni convivono con le BMW eleganti che vengono prodotte qui, con le boutique di stilisti e con la famosa industria meccanica che esporta in tutto il mondo. Continua a leggere >

 

Kanal (Canale dell’Isonzo)

Conosciuto in Italia con il nome di Canale dell’Isonzo, questo piccolo borgo di 2mila anime sorge sull’Isonzo, fiume capace di ammaliare sia grandi scrittori come Giuseppe Ungaretti ed Ernest Hemingway, sia i creativi di Hollywood (che sulle acque color smeraldo del fiume hanno ambientato, per esempio, una scena epica del kolossal “Il principe Caspian”).

La zona è da sempre una meta vacanziera, ma Kanal è un universo a parte, con la sua atmosfera evocativa, in bilico tra solarità adriatica e riserbo alpino. A cavallo tra le due sponde dell’Isonzo, il borgo accoglie il visitatore con una bellezza semplice, genuina. Fatta del bianco contegnoso delle case, del verde intenso degli alberi frondosi, del blu surreale dell’Isonzo, del grigio slancio del ponte. Due chiese (quella di Santa Maria Assunta, e quella più piccolina di Sant’Anna) testimoniano l’attaccamento dei locali per una spiritualità autentica, sincera, che il silenzio e la quiete del borgo cristallizzano.

È il posto ideale per rilassarsi, Kanal, e dimenticare le ansie quotidiane: basta contemplare il panorama incontaminato dal ponte, che Hemingway ha reso immortale citandolo in “Addio alle armi”. Un castello, come sempre qui in Slovenia, testimonia la storia di Kanal, per secoli borgo di confine, sospeso tra il sudovest italiano e il nordest austro-germanico. Un tempo il castello era una struttura poderosa; ai giorni nostri della sua potenza rimangono quattro torri, una delle quali ospita la bella Galerija Debenjiak, con la sua collezione di arte contemporanea.

Pur trovandosi nel cuore terrigno d’Europa, Kanal ha una natura acquatica. Non a caso suo nume tutelare è il dio Nettuno che, sotto forma di statua, ingentilisce la fontana ottocentesca nella Piazza centrale. La fontana ha pure un nome: si chiama Mattia, e probabilmente fu opera di uno scultore padovano. Chi ama l’acqua può poi usare Kanal come punto di partenza per esplorare la regione. A partire dalla cascata Savinka, o dal fiume Idrija. Sono da vedere anche i due ponti di pietra costruiti al tempo di Napoleone (che dormì nel Castello).

Si mangia benissimo, a Kanal. La Taverna Matija, di fronte all’omonima fontana, offre una cucina tipica e varia: dagli gnocchi alle specialità con i semi di girasole, dal pesce alla ricotta affumicata. Si tratta di porzioni abbondanti, adatte soprattutto a chi ha intenzione di bruciare un po’ di calorie esplorando i dintorni.

FONTE: SLOVENIA SCONOSCIUTA

Tinjan

Tinjan
Tinjan

Antignano , già Antignano d’Istria (Tinjan in sloveno) è un insediamento (naselje) di Capodistria di 151 abitanti, situato sul crinale che divide la valle del rio Ospo da quella del Risano, a 6,1 Km dal confine italiano. Comprende anche le frazioni di Colombara (o Colombar) (Kolombar), Rapadel (Slatine) ed Urbani (Urbanci).

Storia

Fu sede di un castelliere che dominava quasi tutto il territorio di Trieste.Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto fino al 539, in Istria si insediarono i bizantini che in seguito subirono la penetrazione temporanea nella penisola dei Longobardi. Dopo una parentesi di dominazione longobarda dal 751 ad opera del loro re Astolfo, l’Istria tornò in mano bizantine dal 774.Nel 788 Carlo Magno, re dei Franchi, occupò l’Istria inglobandola nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell’803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l’Istria. Alla morte di Pipino nell’810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo.
Con la morte di Carlo Magno nell’814 la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d’Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nell’828 (dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna).In seguito al Trattato di Verdun, nell’843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia poi assegnate al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi l’altro figlio Berengario. Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il Grosso, Berengario, divenuto re d’Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell’895 da lui nominato marchese del Friuli e dell’Istria.Nel 952 l’imperatore Ottone I obbligò il re d’Italia Berengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al Impero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 passò al Ducato di Carinzia[6] appena costituito dall’imperatore Ottone II.Il suo territorio, assieme al Carso[7] e ad altre località istriane[8] fu donato dall’imperatore Corrado II, nel 1028, al patriarca di Aquileia il quale lo infeudò ai vescovi di Capodistria. Nel 1040, dopo la morte l’anno prima di Corrado II, Enrico III di Franconia fece del resto dell’Istria
una marca a sé, per dare a questa provincia un’organizzazione più adatta alla difesa e per indebolire i duchi di Carinzia, ai quali l’Istria era sottomessa. La nuova marca istriana divenne così “provincia immediata e feudo diretto dell’Impero”, L’autorità marchionale della nuova Marchia et Comitatus Histriae venne pertanto conferita dall’imperatore al conte Volrico od Urlico I della casa Weimar – Orlamünde. Antignano, assieme ad altri possedimenti in Istria, rimase[8] però in mani patriarcali. Morto il marchese Urlico I, nel 1070 l’imperatore Enrico IV cedette il marchesato d’Istria a Marquardo III di Eppenstein; Marquardo III, aveva sposato Edvige o Haldemud, figlia di Wilpurga e Variento, duca del Friuli e signore di Gorizia[9], dal quale ereditò le signorie isontine.Nel 1077 l’imperatore Enrico IV costituì il Principato ecclesiastico di Aquileia che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell’Istria.
Fu così che anche l’attigua bassa valle del Risano passò in mani patriarcali.Nel 1211 il vescovo capodistriano Assalone investì la nobile famiglia dei Verzi delle decime del villaggio. Da allora i vescovi capodistriani assunsero il titolo di Conti di Antignano.
Dopo la pace di Treviso (1291, che affidava Capodistria e la fascia costiera occidentale istriana alla crescente potenza della Serenissima), il suo territorio venne affidato, assieme all’alta valle Risano, al comune di Trieste, al tempo nemico del patriarca. Dopo la Pace di Torino del 1381, suggellata dopo la fine della guerra tra i Genovesi e i Veneziani, il comune di Trieste, e così i suoi domini, rientrarono nei domini del Patriarcato di Aquileia.Il 1420 segnò la fine del potere temporale dei patriarchi ed Antignano passò sotto il dominio della Serenissima[10] ma a poca distanza dai domini asburgici.Nel 1511, durante la guerra tra i Venezia e l’imperatore Massimiliano, il paese fu conquistato dalle truppe arciducali del conte Frangipane. Ritornato in mano veneziane, in occasione del nuovo conflitto tra Veneziani ed Austriaci nel 1615, Antignano ebbe rinforzate, dai Veneti, le mura di difesa della rocca.Caduta la Serenissima, con la Pace di Presburgo seguì il destino degli ex possedimenti veneziani entrando per un breve periodo nel Regno d’Italia napoleonico. Col Trattato di Schönbrunn del 1809 entrò a far parte delle Province Illiriche per entrare poi per la prima volta in mano austriaca col Congresso di Vienna nel 1815 nel Regno d’Illiria come comune autonomo[1]; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 come frazione del comune di Decani[2].Dopo la prima guerra mondiale, rinominato Antignano d’Istria, rimase frazione del medesimo comune, ora detto Villa Decani, nella Provincia dell’Istria[3].Fu soggetta alla Zona d’operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Fin dal giugno 1945, trovandosi a sud della Linea Morgan, entrò nella zona ad amministrazione jugoslava della Venezia Giulia e a seguito del Trattato di Parigi nel 1947 della zona B del Territorio Libero di Trieste (ad amministrazione jugoslava) ma confinante ad est con la Jugoslavia[11]; a seguito del Memorandum di Londra, dal 1954 entrò definitivamente a far parte della Jugoslavia; dal 1991 fa parte della Slovenia. (FONTE:Wikipedia)

Villaggio del Pescatore

Villaggio del Pescatore

Villaggio del Pescatore

Villaggio del Pescatore (Ribiško naselje in sloveno) è un piccolo centro turistico e residenziale posto nel comune diDuino-Aurisina. È costituito da un nucleo di abitazioni recenti poste lungo un porto-canale creato nei pressi delle foci del fiume Timavo. Vi è un’ampia zona sportiva (“Centro Sportivo San Marco“) dedicata al calcio, al tennis, alla vela e al canotaggio.

Cenni storici]

L’insediamento è relativamente recente. Infatti venne costruito tra il 1951 e il 1952, nei pressi del cosiddetto Val Catino(Valcain), ora Bocadin (Bokadin), delimitato a ovest dalla barra di foce (scano di sabbia)[2] del fiume Timavo, per dare asilo agli esuli giuliani e dalmati provenienti dai territori ceduti alla Jugoslavia. Inizialmente dedicato a uno dei santi patroni delle città istriane come gli altri borghi costruiti per i profughi istriani (precisamente “Villaggio San Marco“), solo successivamente ottenne la denominazione attuale.

A partire dagli anni novanta alle famiglie d’esuli e di loro discendenti che inizialmente furono gli unici residenti del borgo si sono affiancati nuovi residenti.

Area paleontologica

Recentemente, nella parte vicina alla ex-cava Sertubi, è stato rinvenuto uno dei più importanti giacimenti di resti di dinosauri d’Italia. In particolare è stato recuperato lo scheletro di un adrosauride, Tethyshadros insularis, soprannominato amichevolmente “Antonio”, notevole anche per il suo ottimo stato di conservazione, e alcuni resti del coccodrillo primitivo Acynodon.

(Fonte:Wikipedia)

Divača

Divača railway station ( Divača - Slovenia )
Divača railway station ( Divača – Slovenia )

Divaccia (in sloveno Divača, in tedesco Waatsche o Divazza[1]) è un comune di 3.889 abitanti della Slovenia sud-occidentale.Sul territorio comunale sono situate le Grotte di San Canziano, una delle maggiori attrazioni turistiche slovene e uno dei maggiori esempi di fenomeni carsici studiati a fondo dai maggiori geologi del mondo. Un’altra formazione carsica importante della zona è la Dolina Risnik.È sede di un importante nodo dell’infrastruttura di interconnessione elettrica fra l’Italia e l’Europa centro-orientale. (FONTE:Wikipedia)

Ligosullo

Italia

 

Ligosullo è un comune italiano di 142 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.Ligosullo sorge a 949 m s.l.m. in Val Pontaiba, in Carnia, della quale è il comune più piccolo. Oltre al
capoluogo il comune è composto dalla piccola frazione di Murzalis, costituita da una trentina di case.Il comune è stato istituito nel 1839 per distacco dal comune di Paluzza.

In comune di Ligosullo si trova il castello di Valdajer (oggi un albergo-ristorante) costruito da un certo colonnello Kreig, comandante del forte di Osoppo nella guerra tra Austria e Repubblica
Veneta.Craighero, italianizzazione di Kreig, è il cognome di gran lunga più diffuso in paese, dopo Morocutti.A Ligosullo è nato il poeta austriaco Jacob Nicolaus Craigher de Jachelutta
(1797-1855), le cui liriche Franz Schubert (di cui il poeta era amico) diverse volte metterà in musica.

A Ligosullo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29
“Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”, con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei
comuni in cui effettivamente si parla il friulano. Non ci sono residenti stranieri nel comune di Ligosullo (Fonte:wikipedia.org)

Berchtesgaden

Germania

 

La città di Berchtesgaden (ca. 8.000 abitanti) è situata nel sud-est della Baviera, a pochi km dal confine con l’Austria; fino al 1809 era sotto il dominio del potente principe-vescovo di Salisburgo. E’ una tipica città della Baviera, con un elegante e molto colorato centro storico: case riccamente decorate da affreschi e fiori, negozi di tipici prodotti locali, birrerie… Questa celebre località alpina si trova ai piedi del monte Watzmann (2.713 m) e vanta un’antica e gloriosa storia: per secoli è stata infatti uno dei capisaldi della via del sale, grazie alle miniere saline (Bergwerkstraße 83) che tuttora si possono visitare con un avventuroso percorso guidato che comprende la visita ad un lago sotterraneo, ed un importante feudo religioso.
A partire dal 1102 i Canonici Agostiniani edificarono un vasto complesso conventuale e la Stiftkirche (abbazia di St. Peter und Johannes), caratterizzata da un esterno in stile romanico e da un severo interno in stile gotico. Con la secolarizzazione di inizio Ottocento, il convento è passato ai Wittelsbach che lo hanno trasformato nel 1810 in una residenza per le vacanze.
Ancora oggi una parte del castello è abitata dai membri dell’ex famiglia reale bavarese mentre una parte è aperta al pubblico. Dal 1922 al 1933 qui ha vissuto il principe ereditario Rupprecht (1869-1955), figlio di re Ludwig III. Le visite guidate si svolgono da Pentecoste al 15 ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16 (tranne sabato) mentre dal 16 ottobre a Pentecoste solo alle 11 e alle 14 (tranne sabato, domenica e festivi).Da vedere inoltre la barocca Pfarrkirche, il Rathaus (municipio) e la Franziskanerkirche, costruita nel 1480 per gli Agostiniani e passata ai Francescani nel 1695.Fuori dall’abitato meritano una visita la parrocchiale di Ramsau, nell’omonimo paese, e il piccolo e grazioso santuario di Maria Gern, due attrazioni-cartolina della Baviera spesso ritratte in libri e depliant turistici come simbolo del perfetto connubio che regna nella regione tra arte e natura. (Fonte:http://www.tuttobaviera.it)


Capodistria

Slovenia

Capodistria (in sloveno Koper, in croato Kopar, in tedesco Gafers) è una città della Slovenia di 24.864 abitanti[1], capoluogo del Comune città di Capodistria (53.322 abitanti) e principale porto del Paese; si affaccia sul mare Adriatico. Tra i principali luoghi di interesse di Capodistria si trovano il Palazzo Pretorio del XV secolo, in stile gotico veneziano, la chiesa Carmine Rotunda del XII secolo e la Cattedrale di San Nazario con il suo campanile (55 m) del XIV secolo. Capodistria è sede vescovile con la Diocesi di Capodistria, suffraganea dell’Arcidiocesi di Lubiana. (Fonte:http://it.wikipedia.org/)


Il Castello di Stanjel

Slovenia

Il castello di Štanjel è la parte dominante del paese vecchio. La costruzione medievale inizialmente piuttosto piccola e di proprietà dei conti di Gorizia, all’inizio del XVI secolo fu ereditata dagli Asburgo, e concessa in feudo ai conti Cobenzl. A parte brevi periodi in cui si susseguirono l’occupazione da parte di Venezia e l’entrata in possesso della famiglia Coronini di Kromberk, i conti Cobenzl governarono Štanjel fino al 1810, quando la famiglia si estinse. In seguito il castello passò nelle mani di numerose famiglie. Dalle date incise nelle lapidi commemorative e ancora ben conservate, possiamo dedurre che i conti Cobenzl intrapresero la ristrutturazione del castello nel 1583, l’aspetto barocco e rinascimentale gli venne dato attorno al 1661, mentre otto anni più tardi collegarono la residenza a due ali alle mura di cinta e al monumentale portale rinascimentale. Durante la prima guerra mondiale, l’esercito austriaco aveva nel castello l’ospedale per ufficiali. Tra la prima e la seconda guerra mondiale, su progetto e per merito del sindaco Max Fabiani, il castello fu adibito a centro per le attività sociali; vi trovarono perciò sede il comune, la scuola, la biblioteca, un ambulatorio medico, mentre nel cortile del castello si organizzavano balli estivi, concerti e rappresentazioni teatrali. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiato dall’Esercito nazionale di liberazione; gli interventi di ristrutturazione ebbero inizio nella seconda metà del XX secolo. Nel 1988, nella parte ristrutturata venne inaugurata la galleria d’arte con la mostra permanete delle opere del famoso pittore e grafico Lojze Spacal . In questo luogo, al sabato, le giovani coppie si promettono eterna fedeltà.(Fonte:http://www.slovenia.info)