Nordic Walking Park

Il parco, realizzato dal Comune di Monfalcone sulle alture carsiche alle spalle della città.I resti delle trincee e dei ripari risalenti alla Grande Guerra sono stati recuperati e ripuliti e sono oggi in grado, probabilmente gli unici in tutta la linea del fronte, di far comprendere fino in fondo le condizioni drammatiche nelle quali i due eserciti si confrontarono per anni nel contendersi questo fazzoletto di terra.Il Nordic Walking Park si interseca e si fonde con il Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone, condividendone molti tratti di percorso.

Ma non sono solamente i resti risalenti alla Grande Guerra a fare del Nordic Walking Park Monfalcone una meta meritevole di un viaggio! I castellieri, il carsismo con i suoi fenomeni superficiali e ipogei (solcati carsici, “grize“, dolinegrotteinghiottitoilaghi carsici), una natura preservata anche da anni di servitù militari a ridosso della “Cortina di Ferro“, i panorami sul Golfo di Trieste, la pianura friulana e le propaggini settentrionali delle Alpi Dinariche, sono anch’essi aspetti unici nel loro genere che, ne siamo certi, costituiscono altrettanti motivi d’interesse e di stimolo alla curiosità dei “walkers“!

Il parco, realizzato dal Comune di Monfalcone sulle alture carsiche alle spalle della città, ha molti  elementi di interesse che lo contraddistinguono: i castellieri preistorici, le acque carsiche di Pietrarossa e del Timavo, la natura ancora selvaggia, le grotte e i fenomeni carsici, i magnifici panorami verso il mare Adriatico.Sono quattro gli itinerari legati a un ambito particolare del Carso monfalconese.I quattro percorsi sono diversi per lunghezza, dislivello, difficoltà e sono affiancati da alcuni tratti di raccordo in grado di collegarli o di permettere di utilizzare punti di partenza-arrivo diversi.La segnaletica che indica i percorsi è quella utilizzata negli altri parchi italiani certificati dalla Scuola italiana Nordic walking, riportando la stessa grafica, caratteri e loghi.
Il parco si inserisce quindi nella rete di Nordic walking park che si sta espandendo nella penisola.

Il sentiero tra le Grotte da Gabrovizza al Monte San Leonardo

Partenza da Gabrovizza presso la Trattoria Sociale. Seguendo il sentiero che costeggia l’entrata di alcune grotte Carsiche si potranno ammirare i diversi aspetti tipici del Carso Triestino in particolare dal punto di vista naturalistico. Si raggiungerà quindi il paese di Samatorza per la salita sul monte San Leonardo da dove ammirare il magnifico panorama. Quindi ritorno al punto di partenza ma percorrendo un altro sentiero che attraversa il paese di Sales.

FONTE:turismofvg.it

Soteska Pekel

Soteska Pekel
Soteska Pekel

La gola Pekel si trova nei pressi del Villaggio Borovnica a circa 23 chilometri di distanza da Lubiana ed è stata scavata dal torrente Otavscica , nei mesi estivi qui si gode di una frescura piacevole e rinfrescante.All’ inizio della strada potete vedere la tabella informativa  riguardante la gola.Nella gola si possono vedere cinque cascate, l’accesso puo’ risultare difficile a causa della forte pendenza e per questo è necessaria una certa cautela.La prima cascata è la più piccola ed è alta 5 metri le altre quattro sono alte dai 15 ai 20 metri , la quinta cascata è la maggiore e si dice che la quarta sia la più bella. La terza cascata è chiamato Kozak a causa della sagoma del camoscio nella roccia visibile accanto alla cascata.

Il simbolo della gola è la pianta endemicha Slovena la “Carniolan Primula” in Sloveno Kranjski Jeglic in Italiano Primula carniolica che si presenta con dei bei colori rossi e viola. La pianta fiorisce in aprile e maggio.Sotto e sopra la gola Pekel c’erano segherie e mulini , nella radura della prima gola c’è il mulino Brancelj-Kosir, che è stato rinnovato negli anni 1994-1995 dai membri dell’associazione Turistica Borovnica.

Vicino al parcheggio c’è il ristorante Pekel, che è famoso per deliziosi cibi fatti in casa, soprattutto per le trote.

FONTE:Kraij.eu

ALTRE INFORMAZIONI

 

Stazione Ferroviaria di Miramare

Stazione Ferroviaria di Miramare
Stazione Ferroviaria di Miramare

All’epoca delle costruzione del Castello di Miramare, nella seconda metà dell’Ottocento, si sentì la necessità di creare una stazione ferroviaria sulla linea che collega Trieste a Vienna, e così venne realizzata la stazione che oggi è per lo più utilizzata dagli studiosi del Centro di Fisica Teorica, situato nelle immediate vicinanze. La sua costruzione fu voluta proprio dall’Arciduca Massimiliano d’Asbur-go; si può ancora vedere la rimessa delle sue carrozze nella zona sotto la stazione e una statua che ricorda il regnante. A seguito dell’azione di vandali si è reso necessario un restauro durante il quale è stato però eliminato il glicine che abbelliva la pensilina ester-na. La struttura del porticato è in legno, con colonnine a base quadrata, mentre le facciate, interamente in bicromia: colore marrone e bianco, sono quasi totalmente vetrate e gli infissi sono in legno e formano dei piccoli riquadri rettangolari. Il manto di copertura è realizzato in lamiera che ben si armonizza con il colore delle colonne del portico. Sopra la stazione i vigneti di Contovello incantano per la loro armonia.

La Ferrovia Meridionale Gestita fino alla I guerra mondiale dall’Imperial Regia Privilegiata Società delle ferrovie meridionali (Siidbahn) doveva collegare Vienna, capitale dell’Impero Austro-Ungarico, a Trieste, passando per il territorio sloveno. La sua costruzione iniziò nel 1842 presso la capitale, e l’imperatore Francesco Giuseppe giunse a Trieste in treno il giorno dell’inaugurazione, il 27 luglio 1857. Carlo Ghega, ingegnere a cui spettò il compito di redigere il progetto, decise di adottare il principio austriaco di valicare le Alpi col percorso più breve, anche se tortuoso, e prevalentemente allo scoperto. La linea ferroviaria, interamente a doppio binario, sarebbe passata per Graz. Maribor, Lubiana e Postumia. progetto. sviluppato su un territorio vario ed accidentato, richiese opere di alta ingegneria: il tratto presso il passo austriaco di Semmering viene comunementè ritenuto la prima ferrovia di montagna a scartamento normale d’Europa e nei pressi di Lubiana fu necessario superare le paludi che circondano la capitale slovena. L’apertura della ferrovia ridiede slancio economico e commerciale al territorio consentendo di riattivare le numerose cave presenti nei pressi di Trieste. Le cave, già sfruttate in epoca romana e poi abbandonate, da quel momento divennero attivissime per rifornire di pietre da costruzione le grandi capitali dell’impero, come Vienna, Budapest, Monaco, e poi Milano e naturalmente la città di Trieste.