Sveti Socerb (S.Servolo)

Sveti Socerb
Sveti Socerb ( San Servolo ) Artvize (Slovenia)

Sveti Socerb (S.Servolo) è un santo Cristiano che ha vissuto per qualche tempo come un eremita in una grotta in un luogo che ora porta il suo nome  (nel Ciglione Carsico, vicino a Kala Nera). Socerb ( in latino Servolo) è nato a Trieste dai genitori Evlogiju e Klemenciji che erano di nobile stirpe , quando aveva 12 anni decise di lasciare la sua casa e scelse come dimora una grotta in Carso in cui visse per un anno e nove mesi. Dopo questo periodo di ritiro convinto di avere dei poteri speciali si narra che abbia fatto dei miracoli sopratutto per quanto riguarda la guarigione dei malati , si dedico’ a predicare il Cristianesimo ( mal visto dalle autorità !!! ) venne  per questo imprigionato e torturato ed infine il 24 maggio 284 venne decapitato.Il suo corpo riposa nella chiesa di San Giusto a Trieste. Porta il suo nome Via San Servolo nella medesima e una delle isole della laguna di Venezia

 

Piazza Venezia

Piazza Venezia
Piazza Venezia

La piazza che anticamente era intitolata all’Imperatore d’Austria oggi si chiama piazza Venezia.Nel 1867 il principe Massimiliano d’Austria, imperatore del Messico e fratello dell’imperatore d’Austria – Ungheria Francesco Giuseppe, cadde sotto l’artiglieria dei ribelli messicani. Il legame che univa il principe alla città di Trieste era molto forte. Lo stesso Massimiliano aveva scelto il capoluogo giuliano per erigere il castello di Miramare sua residenza. Nel 1875 si decise per la costruzione di un monumento che ricordasse l’imperatore Massimiliano, in divisa da contrammiraglio della flotta austriaca e con il braccio proteso verso il mare e il suo castello (opera dello scultore Giovanni Schilling da Dresda).A seguito del passaggio di Trieste all’Italia nel 1918 la piazza fu oggetto di un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale. Dietro forti impulsi nazionalisti che volevano cancellare la presenza e il passato asburgico della città, il nome della piazza venne cambiato da Giuseppina a Venezia (città che fra l’altro era stata per anni avversaria del capoluogo giuliano) e la statua del principe Massimiliano venne smontata e collocata in un magazzino. Tornerà alla luce solo nel 1961 e verrà collocata nel parco del castello di Miramare.Al suo posto venne posizionata la fontana del Nettuno (di Giovanni Mazzoleni) che era precedentemente collocata in piazza della Borsa.Negli ultimi mesi del 2008 la piazza è stata oggetto di una riqualificazione totale che ha portato alla pavimentazione in pietra originale di masegno, nuove panchine e nuovi arredi urbani.Diverse le ipotesi che nel corso degli anni sono state espresse sullapPiazza. Alcuni proponevano di lasciare la fontana del Nettuno nella sua posizione, altri avrebbero preferito che al posto della fontana fosse costruita una statua a ricordo di mons. Santin (vescovo di Trieste e Capodistria durante la seconda guerra mondiale). La soluzione finale ha visto invece il ritorno della statua di Massimiliano nella sua collocazione originale.Da gennaio 2009 la piazza è stata riaperta al traffico pedonale e veicolare (prevalentemente autobus urbani e taxi) e la fontana del Nettuno è stata ricollocata nuovamente in piazza della Borsa, suo sito originale. (FONTE:Wikipedia)

 

Divača

Divača railway station ( Divača - Slovenia )
Divača railway station ( Divača – Slovenia )

Divaccia (in sloveno Divača, in tedesco Waatsche o Divazza[1]) è un comune di 3.889 abitanti della Slovenia sud-occidentale.Sul territorio comunale sono situate le Grotte di San Canziano, una delle maggiori attrazioni turistiche slovene e uno dei maggiori esempi di fenomeni carsici studiati a fondo dai maggiori geologi del mondo. Un’altra formazione carsica importante della zona è la Dolina Risnik.È sede di un importante nodo dell’infrastruttura di interconnessione elettrica fra l’Italia e l’Europa centro-orientale. (FONTE:Wikipedia)

Vojaški muzej Tabor

Vojaški muzej Tabor ( Lokev - Slovenia )

Vojaški muzej Tabor ( Lokev – Slovenia )

 

Nella vecchia parte dell’abitato Lokev, presso la chiesa di San Michele, si trova la torre di difesa, costruita dai Veneziani nel 1485, che serviva come difesa contro i Turchi. In seguito diventò granaio del villaggio, negli ultimi vent’anni invece svolge la funzione di museo militare. In esso si trova la più grande collezione provata in Slovenia. Possiamo ammirare attrezzature militari di ogni genere, l’ufficio al fronte e altri oggetti risalenti a entrambe le guerre mondiali, l’attrezzatura dal periodo delle province illiriche, l’uniforme cosacca. Tra i pezzi d’esposizione più vecchi vi sono di certo i resti dell’attrezzatura dei combattenti romani. Il museo fu premiato con 43 placche e riconoscimenti, inoltre fa parte del Guiness World Record. Il collezionista Srečko Rože finalmente ha ottenuto anche lo status di libero professionista culturale.

Orario:
Gennaio/ febbraio: SAB-DOM 10h -12h e 14h – 17h.
Altri mesi: MER-DOM 9h -12h e 14h – 18h
Altri giorni con prenotamento.

Tabor Lokev, Lokev
T: +386 5 767 01 07
G: +386 41 516 586

(FONTE:http://www.visitkras.info)

La Torre di difesa a Podpeč

La torre di difesa a Podpeč
La torre di difesa a Podpeč

Sopra il villaggio si trova, in cima ad uno sperone roccioso, la torre di difesa veneziana che, insieme alla grotta fortificata sotto di essa, denominata Grad, rappresentava un importante caposaldo militare già ai tempi degli attacchi da parte degli ungheresi (1411), ma soprattutto nel periodo delle incursioni turche (1470-1501) e delle guerre tra Venezia e gli Asburgo all’inizio del XVI secolo. I triestini, nell’aiutare l’esercito imperiale, cercarono invano di conquistare la torre nel 1513, pertanto questa rimase sotto l’autorità di Venezia fino alla sua caduta nel 1797. La torre circolare di quattro piani fu costruita con blocchi di pietra bianca con inserti di pietra arenaria. È alta circa 17 m e si conclude con un tetto a falda unica, originariamente ricoperto di lastre di pietra. Nel 1988 fu quasi interamente ricostruita, riportandola al suo stato originario, e oggi dalla torre si gode di una splendida vista sulla valle del Rižana (Risano) e sul Golfo di Capodistria. ( FONTE:slovenia.info )

 

Hrastovlje, Chiesa di sv. Trojica

 

Su una piccola altura dietro il villaggio si ergono le mura fortificate, sopra le quali svetta la cima di un campanile con una cuspide piramidale. Dietro le mura è nascosta una chiesa succursale medievale, con una marcata abside. La chiesa di SS. Trinità, costruita nella tradizione tardoromanica prima del sec. XV o nel 1480 al più tardi, come vano a tre modeste navate che si concludono con tre absidi. Quella centrale è profonda. Accanto all’ingresso si trova il già menzionato campanile. Le mura, erette nel sec. XV e all’inizio del sec. XVI, hanno una pianta rettangolare irregolare, con due torri cilindriche negli angoli esposti, e con feritoie ben conservate a due piani. L’interno della chiesa è coperto da volte a botte, e con l’aiuto di quattro semplici pilastri in muratura è suddiviso in tre navate apparenti. Tutte le pareti e le volte sono affrescate fino all’ultimo angolino. Una chiesa più affrescata di questa in Slovenia non c’è! L’autore delle immagini un po’ rudi è Giovanni di Castua come si può vedere dalla firma. Gli affreschi risalgono al 1490 circa, e sono stati probabilmente eseguiti con l’aiuto di diversi collaboratori. Per lunghi secoli rimasero sotto l’intonaco e furono riscoperti appena nel 1949 e subito dopo attentamente restaurati. Iconograficamente le più interessanti scene della Genesi sono nella navata centrale, dove Adamo e i suoi primi discendenti sono dipinti nel tipico ambiente carsico. Le figure intere degli Apostoli sono dipinte nell’abside, dominata dal Trono della Misericordia. Sono numerosi gli affreschi con santi e profeti, e sono particolarmente interessanti i tondi con le scene della vita del contadino, simboleggianti i 12 mesi dell’anno. È dipinto anche il ciclo della Passione e sul lato nord anche il Viaggio e l’Adorazione dei Re Magi. Sulla parete meridionale è dipinta la più famosa scena di affreschi medievali della Slovenia: la Danza macabra. Una spettacolare danza di persone davanti a una tomba con scheletri. Uno dopo l’altro sfilano, in abiti caratteristici, i rappresentanti dei vari ceti, dal bambino, al mendicante fino al re e al papa che gli scheletri accompagnano attraverso la vita fino alla tomba. L’arredo dell’altare è modesto. La chiave della chiesa si trova nel villaggio da sig. Rozana Rihter +386 31 432 231. (FONTE:Slovenia.info)