Vedetta di San Lorenzo

 

 

La Vedetta di San Lorenzo offre una spettacolare vista sul “Laboratorio” di geologia all’aperto rappresentato dalla valle.Verso sinistra si notano gli strati calcarei compatti a reggipoggio,inclinati cioe’ “verso l’interno” del Monte Stena ;di fronte, il Monte Carso presenta una disposizione delle rocce verso valle (franappoggio)con conseguente continuo distacco di materiale roccioso che alimenta la formazione dei Ghiaioni.Per questo motivo sotto il Monte Carso la vegetazione e’ piu’ sofferente rispetto al lato sinistro che essendo piu’ ricco di acqua consente lo sviluppo di piante come le Quercie.

 

Cerje spomenik braniteljem Slovenske meje

Slovenia

 

L’ architettura del monumento di Cerje è concepito come un mezzo per ricordare l’ esperienza che è stata acquisita durante gli eventi sul confine occidentale per le generazioni future. Pertanto, la costruzione del monumento e’ stato scelto per trasmettere in futuro, il principio dell’architettura come “libri di pietra”. I Messaggi simbolici sono così concepiti tanto la forma dell’edificio, i suoi dettagli, nonché nel contenuto del monumento. Il Monumento a Cerje riflette gli eventi chiave della storia della nazione slovena , i principali sconvolgimenti storici della nazione che si sono verificati quando era in difficoltà .La struttura interna verticale della torre simboleggia la cronologia degli eventi chiave della storia slovena , fino alla creazione dello stato indipendente della Slovenia , salendo in cima alla torre riviviamo il viaggio attraverso i secoli come un tempo e spazio specifico , la dimostrazione degli eventi chiave sono visibili ​​con un design speciale, attrezzature e simulazioni al computer di eventi su un modello del terreno e sulle pareti e sul soffitto.

Sotto il piano terra viene presentata la preistoria e l’inizio del processo di indipendenza , e’ una dimensione temporale , quindi questo spazio e’ riservato alla presentazione integrata del territorio circostante tra cui la speleologia e le zone archeologiche.
Il piano terra e’ il portale d’ingresso cerimoniale e monumentale , che rappresenta una nazione  nella storia dei più antichi monumenti colorati (Freising). Da qui entriamo lo spazio dedicato alle figure che hanno visto la storia slovena come Gregorčič, Kosovel e altri.
Il primo piano e’ dedicato alla rappresentazione della prima guerra mondiale, in particolare le facciate di marmo alla creazione del primo stato contemporaneo di Serbi, Croati, Sloveni.
Il secondo piano e’ dedicato al movimento antifascista, che rappresenta simbolicamente il TIGR.
Il terzo piano sarà dedicato alla seconda guerra mondiale, con particolare enfasi sulla liberazione nazionale della Jugoslavia.
Il quarto piano sarà mostrata la formazione dello stato indipendente della Slovenia.
Il quinto piano e’ progettato come una piattaforma di osservazione e verrà simbolizzato lo sguardo al futuro.(Fonte:http://www.tigr-drustvo.si/)


Risorgive del Timavo

Italia

 

Nei pressi dell’abitato di San Giovanni di Duino ( o San Giovanni al Timavo, Stivan in sloveno, comune di Duino Aurisina) si trovano,
immerse nel verde, le risorgive del fiume Timavo.Si parla di “risorgive” e non semplicemente di sorgenti perchè, in realtà, il Timavo nasce in territorio sloveno, nei pressi delle pendici monte Nevoso (Sneznik).In Slovenia il Timavo (Reka) percorre un percorso di una cinquantina di km per poi inabissarsi nelle grotte di San Canziano (Skocjanske jame), grotte turistiche che è possibile visitare.Nelle Grotte di San Canziano il Timavo, dopo un percorso di 2,5 km e dopo 25 cascate, scompare nelle viscere della terra per rivedere la luce in Italia e per raggiungere, dopo pochi km, il Golfo di Trieste.Il timavo è visibile anche agli speleologi che affrontano i vari pozzi dell’Abisso di Trebiciano: sul suo fondo ricompare, infatti, il Timavo.Il Timavo nella storia L’area delle risorgive fin dall’antichità fu importante luogo di culto: la presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus.Il poeta Virgilio menziona il Timavo già nell’Eneide:

“Antenore,scampato agli Achei, poté entrare nel golfo illirico, spingersi in modo sicuro nel regno dei Liburni e superare le sorgenti del Timavo che simile a un mare impetuoso erompe dalla montagna per nove bocche con alto frastuono e inonda i campi di un acqua risonante.”Virgilio parla di “nove bocche” mentre altri storici/scrittori parlano di sette bocche.Nel IV secolo, con l’avvento del cristianesimo venne edificata la prima cappella, che con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba.Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito fu poi il turno degli Ungari che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all’
interessamento del patriarca di Aquileia.Durante il dominio asburgico, parte del suo corso fungeva da confine amministrativo tra il Litorale austriaco e la Carniola Ulrico I venne definitivamente distrutto da un’incursione turca.Se avete modo di visitare questo interessante luogo (sicuramente dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico, naturalistico, geologico, religioso…) non mancate di dedicare un pò di tempo alla visita del Castello di Duino e del Sentiero Rilke.(FONTE:www.trieste.ws)