Stagno di Contovello

 

 

Lo stagno di Contovello è posto in linea d’aria tra il Castello di Miramare e l’abitato di Prosecco, presso un punto panoramico da cui si può ammirare il panorama sottostante. Il laghetto, formato da una piccola sorgiva e dalle meteoriche trattenute dal substrato di arenaria, era un tempo una preziosa riserva idrica su di un altipiano privo di fiumi superficiali. Lo stagno nell’ultimo periodo ha perso le sue caratteristiche di naturalità carsica, divenendo purtroppo rifugio di anatre domestiche, testuggini americane e pesci rossi liberati dagli acquari.Nelle vicinanze merita una visita la vicina chiesa di Santa Maria della Salvia del XV secolo.

Lo stagno di Contovello, per la presenza di tavoli attrezzati e di un buon parcheggio, risulta meta ideale per escursioni e pic-nic nel periodo estivo.(FONTE:http://www.percorsiprovinciats.it)

 

 

Piazza Vittorio Veneto

 

La piazza Vittorio Veneto, è uno delle grandi piazze del cuore di Trieste. Gli edifici del XIX e del XX secolo, suggeriscono che son parte di una successiva estensione della città che non esisteva quando la vecchia Trieste romana era circondata da mura difensive. Al suo centro, la piazza ha una fontana che ricorda la Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona a Roma. Qui si trova anche l’ufficio postale principale e diversi edifici ufficiali della città. Vittorio Veneto è una città che si trova nella provincia di Treviso, non lontano da Trieste.
Ha appena 3000 abitanti, ma se merita una piazza così grande in suo onore, sicuramente è grazie alla sua importanza durante l’impero romano, visto che la Via Augusta, una delle principali vie commerciali romane, l’attraversano.

 

La Bora a Trieste

La bora è un vento catabatico, cioè di caduta e compressione adiabatica, di provenienza nord/nord-orientale, che soffia con particolare intensità specialmente verso l’Alto e Medio Adriatico e verso alcuni settori dell’Egeo e del Mar Nero in presenza di forti gradienti barici tra continente e mare.Il termine deriva da Borea, personificazione del vento del nord nella mitologia greca. (Fonte:wikipedia.org)

Nelle seguenti foto potete vedere gli effetti “devastanti” della Bora

 

Castello di Dobrovo

Slovenia

 

A Dobrovo si trova un vecchio castello, di cui però ne sono rimaste solo le fondamenta, sopra le quali, al principio del XVII secolo,
venne costruito un nuovo castello in stile rinascimentale a base quadrata con una torre ad ogni angolo, rimasto fino ai tempi nostri
intatto nel suo aspetto esteriore. Oggi è ritenuto uno dei più bei castelli del Goriziano. Il muro di cinta, eretto presumibilmente
durante le Guerre gradiscane (1615 – 1617), fu trasformato, quando la minaccia di Venezia finalmente terminò, in un portico, una delle
torri invece in una cappella, dedicata a S. Antonio di Padova. Nella cappella si può visitare l’esposizione permanente degli affreschi
gotici, originali e copie trovate sul territorio del Litorale Settentrionale.I primi proprietari del castello furono quasi certamente i Colloredo. Alla fine del XVIII secolo il castello passò alla famiglia deCatteriniErzberg di Gorizia, più tardi a quella dei marchesi
di Montecuccoli. Nel 1872, in seguito alle nozze del conte de Baguer con l’ultima discendente della famiglia Catterini, il possedimento
finí nelle mani della famiglia Baguer.Al primo piano è possibile visitare il Salone dei cavalieri con gli stemmi delle famiglie nobili
più note, proprietarie del castello. In essa si è anche conservata una pittura murale del XVII secolo che rappresenta un attacco navale
di una città. Nel Salone dei cavalieri si svolgono diversi concerti e manifestazioni di altro genere. Interessante è pure la Sala di caccia.
Clemente Del Neri l’ ha ornata nel 1894 di pitture murali rappresentanti i possedimenti del conte Baguer. Le opere del noto pittore possono essere ammirate anche sulla scalinata.Il ricco passato storico-culturale accresce con la Galleria delle opere grafiche del pittore di fama mondiale Zoran Mušič nativo di Brda e con parte della raccolta di oggetti dell’ultimo proprietario del castello, del conte Baguer. Ogni tanto nelle sale vengono organizzate anche altre mostre, e nel cortile diverse manifestazioni culturali. Al pianoterra e nella cantina ad arcate in pietra ci si può concedere una ricca cena degustando vini di qualità. (FONTE:slovenia.info)

 

Park Škocjanske jame

 

 

Grazie alla loro eccezionale importanza per il patrimonio naturale mondiale, le grotte di Škocjan furono incluse nella lista dell’UNESCO nel 1986. Con questo la comunità professionale internazionale riconobbe l’eccezionale importanza delle grotte come una delle perle del pianeta Terra.Le Grotte di Škocjan sono il più importante fenomeno ipogeo nel Carso e in Slovenia e tra le più importanti grotte nel mondo. L’uomo è da sempre attratto dalla  gola alla fine della quale il fiume Reka scompare nel sottosuolo e dai misteriosi imbocchi delle caverne. Il fiume si inabissa sotto una parete rocciosa
sulla cima della quale giace il paese di Škocjan, il quale ha anche dato il nome alle grotte.Ricerche archeologiche provano che l’uomo ha abitato le grotte e i dintorni sin dai tempi remoti – dal mesolitico, neolitico, l’età del bronzo e del ferro attraverso l’antichità e il medioevo fino ad oggi, cioè per più di 5000 anni. I reperti rinvenuti in zona testimoniano che già in tempi preistorici l’importanza delle Grotte di Škocjan non era soltanto locale bensì almeno
regionale. In quest’area sono anche cominciate nel XIX secolo le ricerche di base del carso e dei carsismi. È qui che hanno origine due termini geomorfologici internazionali, “kras” e “dolina”. Nelle doline di crollo e nei dintorni vivono uccelli rari e minacciati, diverse specie di pipistrelli, vi è conservato un eccezionale ecosistema condizionato dalla geomorfologia e dal microclima nel quale si incontrano elementi della flora mediterranei, submediterranei, centroeuropei,
illirici e alpini. Nel sistema sotterraneo del fiume Reka sopravvivono animali cavernicoli rari. (FONTE:park-skocjanske-jame.si)

 

Sinji vrh

Slovenia

 

L’escursionista che sale sul Sinji vrh per la prima volta, è affascinato dal magnifico panorama che si gode sulla Valle di Vipava e oltre, fino a Venezia e l’Istria. All’altitudine di 1000 metri può vivere piacevoli esperienze: alcuni si ritirano qui dalla valle nei giorni caldi, altri si godono le passeggiate lungo gli infiniti sentieri nella foresta, altri ancora fanno il parapendio, vanno in bici oppure tirano con l’arco. Anche gli scalatori hanno scoperto le pareti per le arrampicate. Sinji vrh è anche un ottimo punto di partenza per visitare le circostanti grotte, doline, baratri, le grotte di ghiaccio, della Smrekova draga, della finestra naturale di Otlica, della colonna di pietra, a forma di una lanterna, sulla strada principale a Predmeja, oltre ad altre curiosità.
La fattoria agrituristica Sinji vrh è nota per la sua ospitalità nei vari laboratori creativi, tra i quali i più importanti sono Slovenia aperta all’arte e Gli artisti per Caritas. Gli artisti hanno lasciato la loro impronta nella casa di Sinji vrh, visibile da lontano. All’interno della casa potrete visitare la ricca collezione di opere d’arte che si sono accumulate attraverso gli anni, lasciate dagli artisti che sono stati qui ospitati. (Fonte: http://www.slovenia.info)