Grotta dell’Orso

Italia

 

Il nome della grotta deriva dai resti di Ursus spelaeus rinvenuti già  nell’altro secolo nel corso di alcuni scavi.La grotta si apre con un imponente ingresso sul fondo di una dolina alberata e nel suo intero sviluppo è costituita da un’ampia galleria dalla forma regolare, interessata da alcune brusche svolte. Quasi ovunque intenso è lo stillicidio che rende alcuni tratti fangosi e, nella parte terminale, un poderoso cumulo di colate e formazioni calcitiche chiude ogni passaggio verso altri vani.Nel tratto iniziale sono stati effettuati, in varie epoche, numerosi scavi archeologici che hanno permesso di rinvenire resti murari preistorici.

Non essendo Speleologo e non avendo l’apposita attrezzatura non posso esplorare fino in fondo la Grotta , vi invito a guardare le foto scattate dagli Speleologi cliccando qui FOTO

Grotta di Bac

Italia

 

Questa estesa ed interessante cavità  è conosciuta con il nome di Grotta Bac, derivato con tutta probabilità  dalla località  dove essa si apre; come per altre caverne di agevole accesso della zona di Basovizza, non è nota la data della prima esplorazione, certamente assai remota. Il primo rilievo dell’Alpenverein risale all’incirca al 1884, mentre la SAG ne effettuò la visita nei primi anni della sua attività.
La grotta è situata in una zona prativa ed ha due imbocchi: oltre all’ingresso a caverna esiste infatti anche un breve pozzo che giunge in un vano laterale limitato da rozzi muretti.Nei precedenti rilievi questo accesso non appare, ma le sue caratteristiche fanno dubitare che esso sia stato aperto in epoca successiva.Il primo tratto della grotta è costituito da una spaziosa galleria in declivio lungo la quale si notano delle grandi fosse, derivate dallo scoppio di residuati bellici qui distrutti dai rastrellatori. Alla base del pendio vi è un brusco cambiamento di direzione, la volta si innalza ed il suolo diviene argilloso mentre appaiono imponenti panneggi e massicce formazoni stalagmitiche, molto annerite e danneggiate. La galleria si esaurisce in una marcata strozzatura, al di là  della quale si apre una prima caverna, costellata di scavi, che è seguita da uno stretto passaggio ed un’altra sala con tozze stalagmiti e colonne. Un cunicolo ascendente porta in un ultimo vano chiuso da una frana di detriti di piccole dimensioni, già  consolidata, nella parte basale, da concrezioni calcitiche. (FONTE:http://www.catastogrotte.it)

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Piazza della Transalpina

Slovenia

 

La piazza della Transalpina prende il suo nome dalla linea ferroviaria di cui fa parte la stazione. Questo tratto venne inaugurato dall’arciduca Francesco Ferdinando nel 1906 e collega Trieste con Jesenice per poi addentrarsi nell’Europa Centrale.Il nome dato alla piazza dalla sola parte italiana non trova però consenso nella parte slovena, dove era stato suggerito il nome di piazza dell’Europa Unita come denominazione più appropriata.In tempi moderni l’intera
piazza appare ristrutturata in modo da formare un unico spazio pubblico dove è permessa la libera circolazione dei pedoni. In luogo della parte centrale del muro che divideva la piazza c’è un mosaico circolare e il confine di stato – rimossa la barriera fisica – è ora indicato da una linea di mattonelle di pietra.Per la sua simbolicità, l’area viene sovente utilizzata per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi di respiro internazionale.La stazione con il capolinea delle tranvie di Gorizia. Fra il 1909 e il 1935 l’area di fronte al fabbricato viaggiatori di stazione ospitò il capolinea settentrionale della rete tranviaria di Gorizia.In seguito al trattato di Parigi la piazza venne divisa tra Italia e Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, dal 1991 è divisa tra Italia e Slovenia. Fino al 22 dicembre 2007 la libera circolazione era possibile solo all’interno della piazza; con l’ingresso della Slovenia nell’area di sicurezza definita dagli accordi di Schengen, il confine è stato eliminato del tutto. Fino al 22 dicembre 2007, infatti, per accedere legalmente al territorio sloveno o a quello italiano era necessario esibire i documenti ai valichi di frontiera, dove erano presenti e attivi i presidi della pubblica sicurezza italiana e della
policija slovena. A partire dal 2006, tuttavia, la polizia slovena effettuava il servizio regolare solo presso i valichi internazionali di I categoria (Casa Rossa e Sant’Andrea) mentre in quelli secondari (Salcano, San Pietro e Merna) la presenza era solo saltuaria. (FONTE:Wikipedia.org)

Monte Matajur

Italia

 

Il Matajur (1641 mt.)è una vetta assai frequentata delle Prealpi Giulie non solo grazie alla relativa semplicità dell’accesso ma anche grazie al notevole panorama che si gode dalla cima ed alle interessanti particolarità floristiche che hanno portato alla realizzazione di alcuni itinerari naturalistici. La vetta può essere raggiunta dal rifugio Pelizzo risalendo il facile ed erboso versante meridionale. FONTE:sentierinatura.it)

La Grotta di Priamo

Italia

 

Modestissimo vano che si apre sul fianco di una modesta dolina. Nota da sempre, la cavità durante le guerre è stata oggetto di lavori per adattarla a ricovero, tanto che la parte finale della grotta, estesa complessivamente poco più di 20 metri, è costituita da una camera quasi del tutto artificiale. In un profondo scavo effettuato a ridosso della parete terminale è stata rinvenuta una mandibola umana di età incerta.Accessibile a tutti purché dotati di una lampada. ( FONTE: percorsiprovinciats.it )

La Dolina di Orlek

Slovenia

 

L’esempio più bello ed imponente di voragine carsica, profonda 90 metri e larga 300, è proprio a cavallo del confine italo-sloveno e la caduta delle frontiere ne facilita di molto la visita.La primavera offre una spettacolare fioritura in una copertura irreale di muschi sotto bianche pareti rocciose, mentre un boschetto di pini domina l’area da un dosso soprastante.Il fondo è dato da un prato molto ampio ed è facile intuire un’inclinazione della terra di riempimento verso l’area in cui in profondità deve procedere lentamente l’assorbimento. (FONTE:http://www.carsokras.eu)

La Vedetta di Mocco’

Italia

 

La Vedetta di Moccò si trova sul versante nord della Val Rosandra, praticamente sopra al Rifugio Premuda . Nelle vicinanze e’ possibile scorgere le rovine del Castello di Mocco’ costruito probabilmente dai Vescovi di Trieste e viene menzionato gia’ nel 1233.

 

 

 

Schloss Moosburg

Austria

 

Schloss Moosburg è situato su una collina a ovest della città di Moosburg e ad est del vecchio Arnulfsfeste (castello Hetzel) Dall’inizio del 16 ° secolo Schloss Moosburg era in possesso della nobile famiglia dei Ernauer. Il Castello in stile tardo gotico è stata probabilmente costruito da Georg von Ernau († 1541) da Ulrich II .Nel 1994 è stato restaurato l’interno del castello nel 1995 e’ diventato Ristorante , attualmente il palazzo è adibito ad albergo, ristorante per matrimoni e celebrazioni.(FONTE:Wikypedia)

Castello di Landskron

Austria

 

Le rovine del castello di Landskron dominano la strada che porta al lago Ossiacher See. Il complesso era originariamente uno splendido edificio rinascimentale circondato da una doppia cinta muraria e da sette torri. Oggi è popolato da falchi e aquile. (FONTE: http://www.tripwolf.com)

Vedetta d’Italia

Italia

 

Al termine della Napoleonica e sotto Monte Grisa si trova la Vedetta d’Italia – costruita nel 1908 per onorare l’Imperatore Francesco Giuseppe. Venne abbattuta e ricostruita poi nei primi anni Cinquanta più a monte, sopra la strada Napoleonica. Il panorama che offre merita sicuramente una sosta. La Vedetta d’Italia si raggiunge seguendo un breve sentiero che parte dalla base delle pareti di roccia (verso Prosecco) e sale verso il Tempio di Monte Grisa. ( FONTE: www.carsokras.eu )